Gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso all’arbitro somalo Omar Artan, selezionato per arbitrare alcune partite dei Mondiali

Omar Artan durante la partita fra Gabon e Costa d'Avorio della Coppa d'Africa in Marocco, nel 2025 (ANSA/Ulrik Pedersen/Cal Sport Media)
Omar Artan durante la partita fra Gabon e Costa d'Avorio della Coppa d'Africa in Marocco, nel 2025 (ANSA/Ulrik Pedersen/Cal Sport Media)

Lunedì gli Stati Uniti hanno negato l’ingresso nel paese all’arbitro somalo Omar Artan, arrivato all’aeroporto internazionale di Miami per arbitrare alcune partite dei Mondiali, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Non è chiaro perché il paese gli abbia negato l’ingresso. La Somalia è inclusa nel cosiddetto “travel ban”, un provvedimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che impedisce alle persone provenienti da determinati paesi di visitare o vivere negli Stati Uniti, ma Artan aveva ottenuto un visto diplomatico che avrebbe dovuto permettergli di entrare nel paese. Al momento è tornato a Istanbul, in Turchia.

Artan era uno dei 52 arbitri selezionati dalla FIFA per arbitrare le partite dei Mondiali ed era il primo cittadino somalo a essere stato scelto per farlo. È un arbitro della FIFA dal 2018 e nel 2025 era stato premiato dalla Confederazione calcistica africana come miglior arbitro dell’anno. Nel 2023 e nel 2025 era stato fra gli arbitri della Coppa d’Africa.

Artan non è la prima persona ad avere problemi ad entrare negli Stati Uniti per i Mondiali a causa del travel ban: Haiti, che si è qualificata ed è inclusa nella lista, parteciperà con calciatori che vivono e giocano quasi tutti all’estero e con un allenatore che non è mai stato sull’isola proprio per questo motivo.

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