C’è stato un attentato incendiario fuori dalla casa di un giornalista in provincia di Vicenza

Intorno alle 23:30 di sabato sera a Enego, un piccolo comune in provincia di Vicenza, c’è stato un attentato incendiario fuori dalla casa di Adriano Cappellari, giornalista freelance di 21 anni che collabora con il Giornale di Vicenza e la rivista quindicinale L’Altopiano. Non è chiaro da cosa siano partite le fiamme: nei video e nelle foto si vede del liquido infiammato a terra. Vari giornali parlano di bottiglie incendiarie, mentre il Giornale di Vicenza scrive che a esplodere sarebbero state delle bombolette di gas contenute in una scatola che era stata posizionata fuori dal cancello. Nessuno comunque si è fatto male. Al momento non ci sono informazioni su chi possa essere stato.
Secondo quanto ricostruito dal Giornale di Vicenza, Cappellari era tornato da poco a casa quando qualcosa è esploso, rompendo anche parte della porta di vetro di una casa vicina. Cappellari ha detto al Tg2 di aver sentito un «boato fortissimo». Secondo il Tg2, la telecamera di videosorveglianza fuori dal cancello ha ripreso un uomo, con il volto coperto, mentre lancia una lettera nel giardino della casa e poi fa esplodere un «pacco bomba» all’esterno. Cappellari ha detto che nella lettera c’erano delle sue foto scattate mentre lui era in casa sua, e delle minacce rivolte oltre che a lui anche a don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde a Caivano (in provincia di Napoli) sotto scorta perché minacciato dalla camorra, e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Non è la prima volta che Cappellari viene minacciato. Era successo anche a febbraio, quando don Patriciello aveva ricevuto una lettera di minacce in cui si faceva riferimento anche a Cappellari: dentro si scriveva di «farlo smettere di scrivere». Alessandro Comin, giornalista del Giornale di Vicenza, dice al Post che Cappellari aveva ricevuto altre lettere che lo minacciavano di morte nei mesi scorsi, e che in alcune c’erano anche dei proiettili. Tutto questo materiale è stato raccolto dai carabinieri, che indagano su quanto accaduto.
Cappellari aveva conosciuto don Patriciello qualche anno fa. In qualità di referente del “tavolo per la legalità” del comune di Enego (dunque non per questioni giornalistiche) lo aveva invitato in paese per partecipare a un incontro, ed era stato a sua volta ospite di alcuni eventi organizzati dal parroco. Al di là di questo però non è chiaro perché le minacce ricevute lo accostino a don Patriciello e a Meloni, che ha espresso solidarietà a Cappellari e ha parlato di «un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione». Sul sito del Giornale di Vicenza non si trovano articoli di Cappellari su don Patriciello, mentre l’archivio dell’Altopiano non è disponibile.


