Una traccia di sangue ha permesso di riaprire un caso di omicidio di 35 anni fa

Sandra Casagrande venne uccisa nella sua pasticceria a Roncade, in Veneto, il 29 gennaio del 1991: ora c'è un nuovo indagato

(ANSA / ANDREA CANALI)
(ANSA / ANDREA CANALI)
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Il confronto genetico fra le tracce di sangue lasciate in un omicidio del 1991 e il DNA contenuto nelle banche dati delle forze dell’ordine ha permesso di trovare un nuovo indagato per un caso mai risolto. Ai tempi dell’uccisione di Sandra Casagrande – pasticcera di Roncade, in provincia di Treviso, accoltellata nel suo negozio la sera del 29 gennaio di 35 anni fa – fu indagata una decina di uomini, ma in tutti i casi senza esito. Ora è indagato Paolo Gorghetto, un 57enne (che all’epoca aveva 22 anni) di cui non è noto alcun rapporto con la donna uccisa.

La traccia di sangue che ha portato all’indagine su Gorghetto era stata trovata su tre banconote da 10mila lire usate per pagare un rifornimento di benzina in un distributore vicino al luogo dell’omicidio. Le tracce biologiche sopra di esse erano state ricondotte a Casagrande stessa e a un uomo sconosciuto, che aveva lasciato delle tracce anche sul luogo dell’omicidio. Il problema è che le forze dell’ordine non riuscirono a ricondurre questo profilo genetico a nessuno di quelli presenti nelle loro banche dati. Ora i carabinieri sono riusciti a farlo, dopo che l’anno scorso il profilo biologico di Gorghetto era stato raccolto in seguito al suo arresto per resistenza a pubblico ufficiale in un altro caso.

Al momento del suo omicidio Sandra Casagrande aveva 44 anni. Secondo quanto ricostruito dalle indagini la sera del 29 gennaio 1991, verso le 22:30, aprì a qualcuno la porta della pasticceria, che era sotto casa sua. Sembra che non aspettasse visite dato che aveva riempito d’acqua la vasca da bagno, ma si mise comunque a preparare dei pasticcini. La persona entrata prima la tramortì colpendola in testa con un oggetto, poi le infilò in bocca un pezzo di tessuto per impedirle di urlare e quindi la accoltellò 22 volte, prima con delle forbici poi con un coltello trovato nel negozio.

La forza delle coltellate fu tale che una lama delle forbici si spezzò e venne trovata all’interno del cadavere. La donna venne trovata parzialmente svestita, e l’assassino cercò di ripulire il sangue sul pavimento con il maglione di Casagrande, che venne poi trovato su una panchina. Secondo quanto detto in seguito dagli inquirenti, le indagini furono ostacolate da un clima di ostilità e dalla ritrosia dei possibili testimoni a parlare. Ci furono anche errori nel modo in cui vennero condotte: il più eclatante fu la distruzione dei vestiti di Casagrande pochi giorni dopo l’omicidio, che impedì di analizzare eventuali altre tracce biologiche lasciate dal colpevole. Il loro incenerimento fu giustificato col fatto che puzzavano di sangue.

Inizialmente le indagini si concentrarono sulla possibilità che il responsabile fosse un uomo che voleva avere una relazione con Casagrande ma che era stato respinto: un caso che oggi si direbbe di femminicidio. Furono perquisite le abitazioni di dieci indagati, tutte persone che avevano manifestato interesse verso la donna, che era considerata molto attraente e vedova da 11 anni, dopo che il marito era morto annegato in un fiume vicino in circostanze misteriose. Le analisi biologiche scagionarono tutti i primi indagati.

Invece l’ipotesi che il responsabile sia Gorghetto mette in dubbio la versione del femminicidio, ma lascia comunque molti punti da chiarire. L’uomo, che vive nella frazione di San Cipriano, si è dichiarato innocente, e quando l’anno scorso era stato convocato dagli inquirenti si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Gorghetto è indagato dallo scorso autunno, ma la notizia è stata resa nota solo recentemente perché le forze dell’ordine hanno notificato a Bianca Casagrande, sorella di Sandra, l’esecuzione di ulteriori accertamenti tecnici, affidati al Reparto investigazioni scientifiche (RIS) di Parma. Bianca Casagrande ha 101 anni e vive in una casa di riposo, ma non ha mai smesso di chiedere giustizia per l’omicidio della sorella.

– Leggi anche: Come funziona la banca dati del DNA della polizia