I due schermidori italiani accusati di stupro da una schermitrice minorenne uzbeka sono stati assolti perché il fatto non sussiste

Una maschera e una sciabola a Mosca, Russia, 13 marzo 2026 (Arina Antonova/ZUMA Press)
Una maschera e una sciabola a Mosca, Russia, 13 marzo 2026 (Arina Antonova/ZUMA Press)

Il giudice dell’udienza preliminare di Siena Andrea Grandinetti ha assolto i due schermidori italiani Emanuele Nardella e Lapo Jacopo Pucci dall’accusa di stupro nei confronti di una schermitrice uzbeka (ma nata in Messico) che all’epoca dei fatti era minorenne.

Secondo l’accusa lo stupro sarebbe avvenuto in un albergo di Chianciano Terme, in provincia di Siena, durante un raduno internazionale tra il 4 e il 5 agosto del 2023: i due schermidori, che erano maggiorenni, facevano parte della categoria juniores della Federazione italiana Scherma. Grandinetti ha assolto i due uomini dicendo che il fatto non sussiste. L’avvocato della schermitrice ha detto che farà ricorso in appello.

La procura, rappresentata dalla pubblico ministero Serena Menicucci, aveva chiesto una condanna al carcere di cinque anni e quattro mesi, mentre i due uomini avevano richiesto il giudizio abbreviato, un rito alternativo previsto dall’ordinamento italiano in cui gli imputati decidono di rinunciare al dibattimento ma ottengono uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Era stato accusato di stupro anche un terzo uomo, che però all’epoca dei fatti era minorenne: il suo caso è seguito dalla giustizia minorile.