È morto a 92 anni Gianni Cervetti, che fu un importante dirigente del Partito Comunista Italiano

Gianni Cervetti (a sinistra) nell'aula del Palazzo di Giustizia di Milano, 16 aprile 1996 (ANSA)
Gianni Cervetti (a sinistra) nell'aula del Palazzo di Giustizia di Milano, 16 aprile 1996 (ANSA)

È morto a 92 anni Gianni Cervetti, che tra gli anni Settanta e Ottanta fu un influente dirigente del Partito Comunista Italiano (PCI). In particolare, Cervetti ebbe un ruolo importante nel processo di allontanamento del PCI dall’Unione Sovietica con il progetto del cosiddetto “eurocomunismo”, cioè uno sviluppo in senso riformista e democratico della dottrina marxista, durante gli anni della segreteria di Enrico Berlinguer.

Cervetti fu deputato ed europarlamentare, e ricoprì diversi incarichi di responsabilità nel PCI: fu responsabile prima della sezione milanese del partito, poi entrò a far parte della segreteria nazionale. Nel 1989, dopo la caduta del muro di Berlino, appoggiò la cosiddetta “svolta della Bolognina” promossa dall’allora segretario Achille Occhetto, cioè il processo che portò allo scioglimento del PCI e alla creazione del Partito Democratico della Sinistra, in cui poi confluì lui stesso. Cervetti fu anche presidente della fondazione Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dal 2008 al 2019, di cui fu nominato presidente emerito dopo la fine dell’incarico.