Francesco Dolci, con cui Pamela Genini era al telefono prima di essere uccisa, è accusato di aver profanato la tomba della donna

I carabinieri a casa di Francesco Dolci, Sant'Omobono Terme, Bergamo, 6 maggio 2026 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)
I carabinieri a casa di Francesco Dolci, Sant'Omobono Terme, Bergamo, 6 maggio 2026 (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)

Francesco Dolci, con cui Pamela Genini era al telefono prima di essere uccisa a Milano il 14 ottobre del 2025 dall’ex fidanzato, è indagato per la profanazione della tomba della donna e per vilipendio di cadavere. Mercoledì Dolci è stato interrogato alla presenza della sua legale nel comando provinciale dei carabinieri di Bergamo. Dopodiché i carabinieri hanno perquisito la sua casa a Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo. Dolci è stato indagato dopo le deposizioni di alcuni testimoni e l’esame delle immagini delle telecamere del cimitero, comprese quelle relative ai giorni precedenti al 23 marzo, data in cui è stata scoperta la profanazione della tomba di Genini.

Genini aveva 29 anni, viveva a Milano e faceva la modella e l’imprenditrice. La sera del 14 ottobre è stata uccisa nel suo appartamento dall’ex fidanzato, Gianluca Soncin, di 52 anni, che si trova ora in custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, crudeltà, atti persecutori e premeditazione. Quella sera, mentre Soncin entrava nell’appartamento della donna, Genini era al telefono con Dolci. Era stato poi lui a chiamare la polizia. Quando gli agenti erano arrivati ed erano entrati sfondando la porta avevano trovato il corpo di Genini e Soncin sporco di sangue.

Il 23 marzo alcuni operai che lavoravano nel cimitero di Strozza, vicino a Bergamo, dovevano trasferire il suo feretro dal loculo alla cappella di famiglia. Si erano però accorti di alcune viti saltate e del silicone sui bordi della bara. Si era così scoperto che la tomba della donna era stata aperta e il suo corpo decapitato. Stando agli esami svolti sul corpo e sulla bara, la profanazione sarebbe avvenuta poco dopo il funerale, il 24 ottobre.

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