La Cassazione ha confermato la condanna di Walter Biot a 20 anni nel processo civile per aver venduto documenti segreti alla Russia

Il Palazzo di giustizia di Roma, sede della Corte di Cassazione (Sergio D’Afflitto/Wikimedia, CC-BY-SA-3.0)
Il Palazzo di giustizia di Roma, sede della Corte di Cassazione (Sergio D’Afflitto/Wikimedia, CC-BY-SA-3.0)

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 20 anni di carcere dell’ex ufficiale della Marina Walter Biot, nell’ambito del processo della giustizia ordinaria in cui era imputato per spionaggio politico o militare, rivelazione di segreto e corruzione per aver cercato di fornire documenti segreti a un funzionario dell’ambasciata russa in cambio di 5mila euro. La Cassazione aveva già confermato la sua condanna a 29 anni e due mesi nel processo della giustizia militare: dato però che i capi di imputazione contestati erano differenti, la Cassazione ha ritenuto legittimo che contro di lui si celebrassero due processi distinti, uno di fronte alla giustizia ordinaria e uno di fronte a quella militare.

Biot era stato arrestato il 30 marzo del 2021 mentre stava consegnando una scheda di memoria a un ufficiale delle forze armate russe, Dmitrij Ostroukhov, in un grande parcheggio del quartiere romano di Spinaceto. La scheda era contenuta in una scatola di medicine. In un’altra confezione, sempre di medicine, il militare russo aveva consegnato a Biot 5mila euro in contanti. Biot venne arrestato, portato in carcere e imputato in due processi, uno appunto condotto dalla magistratura militare e uno da quella ordinaria. Biot dovrà scontare entrambe le pene, per un totale di quasi 50 anni di carcere.