L’Austria ha espulso tre diplomatici russi accusati di spionaggio

L’Austria ha espulso tre diplomatici russi dopo averli definiti persona non grata, una locuzione latina che significa “persona non gradita” e che causa la perdita dell’immunità diplomatica. La decisione è legata alla presenza di un sistema di antenne sul tetto di alcuni edifici diplomatici russi a Vienna, che secondo le autorità austriache vengono usate per attività di spionaggio. La ministra degli Esteri austriaca, Beate Meinl-Reisinger, ha detto che è «inaccettabile» che l’immunità di cui godono i diplomatici venga usata per questi scopi.
Secondo la televisione pubblica austriaca le tre persone in questione erano dipendenti dell’ambasciata, e hanno già lasciato l’Austria: con loro è salito a 14 il numero di diplomatici russi espulsi dall’Austria dal 2020.
Vienna è un’importante città per la diplomazia, e quindi anche per le spie, fin dalla fine della Seconda guerra mondiale, visto la sua posizione geografica vicina sia ai paesi occidentali sia a quelli del blocco socialista. La città mantenne questo ruolo anche dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica: oggi per esempio è la sede dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che è la più grande organizzazione internazionale di sicurezza del continente; dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), cioè l’agenzia dell’ONU che si occupa di energia atomica, e dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori del Petrolio (OPEC), che riunisce i principali paesi produttori di petrolio al mondo. Spesso i paesi più grandi hanno ambasciatori dedicati a queste organizzazioni, che sono diversi dagli ambasciatori in Austria.
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