Un importante porto per le esportazioni di petrolio in Russia è stato colpito da un attacco ucraino

Un istruttore della compagnia ucraina General Cherry mostra un drone intercettore nella regione di Kiev, a marzo del 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)
Un istruttore della compagnia ucraina General Cherry mostra un drone intercettore nella regione di Kiev, a marzo del 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Nella notte fra sabato e domenica un attacco ucraino coi droni ha colpito il porto di Primorsk, in Russia, causando un incendio che è stato spento. Primorsk è uno dei principali porti attraverso cui la Russia esporta petrolio e negli ultimi mesi è stato colpito più volte dall’Ucraina. L’attacco ha colpito anche altre regioni della Russia, uccidendo una persona nella regione di Mosca, secondo quanto riferito dal governatore locale Andrei ⁠Vorobyov. Nella stessa notte anche la Russia ha compiuto un attacco simile in Ucraina, uccidendo tre persone.

L’attacco a Primorsk fa parte della strategia messa in atto dall’Ucraina da circa un anno di attaccare coi droni le raffinerie russe e i luoghi legati all’esportazione di petrolio, molto importante per l’economia russa che è in difficoltà. Gli ucraini chiamano questi attacchi “sanzioni coi droni”, anche per rimproverare gli alleati occidentali, che secondo il governo ucraino non starebbero imponendo abbastanza sanzioni alla Russia (specialmente ora che gli Stati Uniti ne hanno sospese alcune per via della scarsità di petrolio sui mercati data dalla guerra in Medio Oriente). Domenica inoltre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che il suo esercito la notte precedente ha colpito due petroliere della cosiddetta flotta fantasma russa che stavano entrando nel porto di Novorossiysk, sul mar Nero.