In Russia la città di Tuapse è in stato di emergenza a causa di un attacco ucraino alla sua raffineria

Da martedì la città portuale di Tuapse, in Russia, è in stato di emergenza a causa di un attacco ucraino alla sua raffineria, che ha provocato un incendio che è stato spento solo giovedì: le scuole sono chiuse e agli abitanti è stato consigliato di bere solo acqua in bottiglia, di limitare il tempo trascorso all’aperto e di tenere le finestre chiuse. L’attacco, che è il terzo di questo tipo in un mese, ha causato delle fuoriuscite di petrolio nella acque davanti alla città, che affaccia sul Mar Nero, e le autorità hanno rilevato nell’aria alti livelli di benzene, un idrocarburo tossico e cancerogeno.
La produzione della raffineria è stata interrotta. Giovedì diverse squadre di soccorritori hanno ripulito cinque tratti di costa su cui si era depositato il petrolio, raccogliendo più di 12mila metri cubi di materiale contaminato.
L’attacco contro Tuapse fa parte della strategia messa in atto dall’Ucraina da circa un anno di attaccare coi droni le raffinerie russe, con l’obiettivo di compromettere la produzione nazionale di carburante e, in estrema sintesi, di far sentire ai cittadini russi le conseguenze della guerra. Gli attacchi negli scorsi mesi hanno avuto come effetto soprattutto l’aumento dei prezzi del carburante, la cui disponibilità è diminuita. A ottobre del 2025 il prezzo della benzina era salito del 40 per cento rispetto a gennaio, e da allora non è più sceso. Anche prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente, in diverse regioni russe c’erano state carenze e si sono viste lunghe code ai distributori, che in alcuni casi avevano razionato i rifornimenti.
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