L’europarlamentare Annalisa Corrado ha raccontato di essere stata abusata per anni da un prete

In un'intervista a Fanpage: all'inizio degli abusi lei era minorenne e Sauro De Luca era il responsabile nazionale del Movimento eucaristico giovanile

Annalisa Corrado, Roma, 14 marzo 2024 (ANSA/CLAUDIO PERI)
Annalisa Corrado, Roma, 14 marzo 2024 (ANSA/CLAUDIO PERI)

L’ambientalista ed europarlamentare Annalisa Corrado, del Partito Democratico, ha raccontato in un’intervista a Fanpage che quando aveva 16 anni ha subito «abusi psicologici e sessuali» da Sauro De Luca, prete gesuita e responsabile per 31 anni del Movimento eucaristico giovanile (Meg) di cui Corrado faceva parte. Gli abusi sono durati nel tempo, fino a quando Corrado aveva 20 o 21 anni. Sauro De Luca è morto nel 2012 e, come spiegato da Corrado, «è morto reo confesso. Abbiamo scoperto più avanti, molti anni dopo, che non sono stata l’unica persona che ha subito questo tipo di trattamento da parte sua, ma anzi che ce ne sono state tante».

Ricordando quegli anni Corrado ha raccontato che spesso De Luca riceveva i ragazzi e le ragazze nella sua stanza e lì avvenivano gli abusi:

«Spesso si sdraiava sul letto, spesso ci invitava a sdraiarci accanto a lui. Alcune di noi venivano baciate sulle labbra mentre parlavamo, una volta addirittura mi ricordo che lui fece tutto un discorso senza staccare le sue labbra dalle mie. Considera che io ero minorenne e lui aveva già 65, 67 anni. E altre volte c’erano questi abbracci lunghi in cui poi le sue mani andavano a giro sul corpo. Insieme a quello c’erano tutta una serie di cose che non andavano bene, e che lui diceva per non farti sentire abbastanza, per farti percepire inadeguata rispetto al sogno che lui aveva su di te (…) e poi queste carezze non erano tutte insieme, accadeva una volta e poi magari per qualche altra volta non succedeva più niente. Poi accadeva che in un momento in cui tu eri particolarmente dispiaciuta, o piangevi, magari nell’abbraccio di conforto succedeva qualcosa in più. Per cui comunque tu eri grata di quell’abbraccio, e quindi in qualche modo non riuscivi a renderti conto che c’era qualcosa che non andava bene».

Corrado ha poi raccontato che questi comportamenti erano tollerati:

«Ad esempio ogni tanto in consessi anche ristretti baciava alcune ragazze sulla bocca, anche pubblicamente e non soltanto appartati. Io penso che in tanti non erano proprio in grado di metterlo in discussione, cioè io stessa a lungo non sono stata in grado di metterlo in discussione».

Corrado ha poi detto che De Luca era molto controllante nei suoi confronti, pretendeva di dirigere le sue scelte e la sua vita, e fu per questo che lei a un certo punto prese le distanze: «Non mi allontanai per gli abusi, quello non l’avevo proprio preso in considerazione, non l’avevo ancora elaborato». La consapevolezza piena di quanto subito emerse molti anni dopo, quando entrò in terapia. Lui era ancora vivo e con il suo terapeuta Corrado andò a parlargli: «Sono rimasta molto colpita dal fatto che lui non abbia assolutamente negato. Lui ha detto “lo so”. Io temevo che lui avrebbe negato tutto, invece ha confermato, anche di fronte a un testimone. E lui stesso mi ha parlato di altre volte in cui gli era successo, dicendo che si trattava di un periodo in cui era molto confuso, che poi si era pentito, che non avrebbe mai voluto farmi del male per tutto il bene che mi aveva voluto, eccetera eccetera».

La notizia sugli abusi commessi da De Luca all’interno del Meg era uscita già nel 2024 quando una serie di «segnalazioni, circostanziate e verosimili» erano arrivate al nuovo responsabile nazionale, padre Renato Colizzi, che le aveva comunicate in una lettera pubblicata sul sito del movimento. Colizzi aveva dunque nominato una persona, Grazia Villani, per raccogliere eventuali nuove testimonianze messe insieme successivamente in un documento in cui si parla di venti donne abusate da Sauro De Luca.

È anche emerso, racconta Corrado, che ci sarebbe un diario di Sauro in cui avrebbe annotato 30 abusi compiuti su minorenni. Il suo primo abuso risale al 1968, l’ultimo al 1998: «Quindi siamo di fronte a 30 anni di vita di quest’uomo all’interno del Movimento in cui lui aveva questa come modalità. E una mia grande preoccupazione è che questa notizia non ha girato per niente. Un sacerdote che muore reo confesso, e fa lui stesso dei nomi, poi si scopre addirittura il diario: venti donne raccontano la loro esperienza in tal senso e questa cosa non fa nessuna notizia».

Il Meg, come si spiega nel loro sito, è un movimento interno alla chiesa «che accompagna bambini e ragazzi, dalla terza elementare fino alla fine del tempo universitario, lungo un cammino integrato di formazione umana e spirituale». Nato per iniziativa dei gesuiti all’inizio del secolo scorso, oggi è presente in 69 paesi del mondo.