In Ciad 42 persone sono state uccise in alcuni scontri nati per una disputa su un pozzo d’acqua

In Ciad 42 persone sono state uccise e 10 sono state ferite a causa degli scontri causati da una disputa su un pozzo d’acqua nata tra gruppi rivali. Gli scontri, nella provincia orientale di Wadi Fira, riguardavano inizialmente due famiglie, ma si sono poi allargati in una serie di rappresaglie che hanno coinvolto vari insediamenti, nei quali alcune abitazioni sono state bruciate. Le violenze si sono estese al punto che è dovuto intervenire l’esercito.
Le dispute sulle risorse agricole e idriche del paese tra comunità diverse sono frequenti in Ciad: lo scorso anno per esempio nella parte sud-occidentale del paese 33 persone erano state uccise e alcune case bruciate negli scontri tra allevatori e agricoltori. Il vice primo ministro del Ciad Limane Mahamat ha visitato la provincia di Wadi Fira e ha detto ci saranno indagini per determinare le responsabilità degli scontri e una mediazione secondo le usanze tradizionali locali.
La pressione sulle risorse idriche e alimentari del Ciad è aumentata anche per via dell’arrivo nelle province orientali del paese di moltissime persone che hanno lasciato il Sudan, dove da tre anni è in corso una guerra civile che ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati. A febbraio il governo aveva deciso di chiudere il confine con il Sudan fino a nuovo ordine per evitare che il conflitto si espandesse in Ciad, dato che alcuni gruppi di combattenti avevano sconfinato più volte.


