Claudio Ranieri non è più il consulente della Roma

Venerdì mattina la squadra di calcio della Roma ha comunicato che «il rapporto con Claudio Ranieri è terminato». Dalla scorsa estate Ranieri, in passato per tre volte allenatore della Roma, era entrato a far parte della dirigenza con il ruolo di “senior advisor”, una figura di raccordo tra la proprietà, cioè il gruppo statunitense Friedkin, e l’area tecnica formata da dirigenti e allenatore.
Nel comunicato non si chiarisce se per Ranieri si tratti di dimissioni, allontanamento scelto dal gruppo Friedkin oppure qualcosa di concordato; in una dichiarazione all’ANSA Ranieri ha specificato che «l’interruzione del rapporto di senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società», senza però precisare se sia stato licenziato.
È comunque praticamente certo che all’origine ci siano alcune divergenze con l’allenatore Gian Piero Gasperini. Un paio di settimane fa Gasperini aveva criticato implicitamente il lavoro fatto dalla dirigenza sul calciomercato. In modo più esplicito, e anche insolitamente brusco per un personaggio in genere pacato come Ranieri, quest’ultimo aveva risposto rivendicando di aver concordato con l’allenatore gli acquisti. Aveva inoltre detto di essere un consulente della proprietà, e non dell’allenatore, e che prima di scegliere Gasperini la Roma aveva contattato altri tre allenatori.
Da quel momento è stato abbastanza chiaro che uno tra Gasperini e Ranieri se ne sarebbe dovuto andare, e alla fine la dirigenza ha deciso di tenere il primo, considerato un allenatore brillante e capace, alla sua prima stagione alla Roma. In questo momento la squadra, come quasi sempre le è accaduto negli ultimi anni, è sesta in classifica: era partita bene, ma poi anche a causa di diversi infortuni e lacune nella rosa è scesa di posizioni, e molto probabilmente non riuscirà a qualificarsi alla prossima Champions League (dovrebbe arrivare tra le prime quattro per farlo). A detta di diversi commentatori Ranieri potrebbe invece diventare il prossimo allenatore dell’Italia, incarico che già gli era stato proposto prima di scegliere Gennaro Gattuso.


