In Virginia è stata approvata una modifica ai collegi elettorali che favorisce il Partito Democratico

Un seggio elettorale del referendum sulla ridefinizione dei collegi elettorali in Virginia, Stati Uniti, 21 aprile 2026 (AP/Julia Demaree Nikhinson)
Un seggio elettorale del referendum sulla ridefinizione dei collegi elettorali in Virginia, Stati Uniti, 21 aprile 2026 (AP/Julia Demaree Nikhinson)

Martedì in Virginia, uno stato sulla costa orientale degli Stati Uniti, gli elettori hanno approvato con un referendum alcune modifiche ai confini delle circoscrizioni elettorali per la Camera dei rappresentanti. Sono modifiche che avvantaggiano il Partito Democratico, che alle elezioni di metà mandato di novembre potrebbe così ottenere 10 degli 11 seggi della Virginia (al momento ne controlla sei). Le modifiche, proposte dai Democratici che controllano il parlamento statale, sono state approvate con il 51,5 per cento dei voti.

Negli Stati Uniti la pratica di modificare i collegi elettorali per ottenere un vantaggio politico (nota come “gerrymandering”) è relativamente diffusa, ma negli ultimi tempi si è intensificata, anche per via dei rapporti sempre più tesi e conflittuali tra il Partito Repubblicano e quello Democratico.

In estate i Repubblicani avevano ridisegnato la mappa dei collegi del Texas per crearne cinque nuovi dove è praticamente sicura una vittoria del loro partito. I Democratici avevano risposto qualche mese dopo modificando i seggi in California per creare altrettanti collegi dove hanno la maggioranza, annullando quindi il loro svantaggio in Texas.

La decisione della Virginia di cambiare i confini delle circoscrizioni è stata appoggiata dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, mentre l’attuale presidente Donald Trump ha espresso più volte la sua contrarietà tramite alcuni messaggi sul suo social media Truth.