La federazione internazionale di nuoto permetterà di nuovo agli atleti russi e bielorussi di rappresentare il proprio paese nelle gare

Il nuotatore russo Grigorii Vekovishchev ai Mondiali giovanili di nuoto del 2025 (Vasile Mihai-Antonio/Getty Images)
Il nuotatore russo Grigorii Vekovishchev ai Mondiali giovanili di nuoto del 2025 (Vasile Mihai-Antonio/Getty Images)

La World Aquatics, la federazione internazionale del nuoto e degli altri sport acquatici, permetterà di nuovo agli atleti russi e bielorussi di partecipare ai propri eventi (come i Mondiali di Budapest del 2027) usando uniforme, bandiera e inno del proprio paese. Dal 2023 – anno successivo all’invasione russa dell’Ucraina – potevano accedere agli eventi della World Aquatics solo dopo una serie di verifiche molto stringenti, partecipando come atleti neutrali. Le cose erano iniziate a cambiare già nel 2025, quando i russi e i bielorussi della categoria juniores (cioè sotto i 18 anni) erano stati riammessi alle gare individuali.

Gli atleti russi e bielorussi potranno tornare a gareggiare solo dopo aver superato con successo quattro controlli antidoping consecutivi e aver ricevuto l’approvazione dall’Aquatics Integrity Unit, l’organo che controlla che gli sport acquatici siano praticati in modo corretto e trasparente. Intanto, ieri la Russia ha preso parte – con una squadra di atleti neutrali – alla Coppa del mondo di pallanuoto, per questo boicottata dalla squadra ucraina. La Russia è il quarto paese nel medagliere dei Mondiali di sport acquatici.

La World Aquatics è diventata così una delle prime grandi federazioni internazionali sportive a permettere il reinserimento nelle proprie competizioni ufficiali di atleti russi e bielorussi, in linea con quanto fatto dal Comitato paralimpico internazionale per le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina, a marzo. Lo scorso dicembre anche il Comitato olimpico aveva consigliato di permettere agli atleti russi e bielorussi di competere con la propria bandiera e il proprio inno nelle competizioni giovanili.

Husain Al Musallam, il presidente della World Aquatics, ha detto che l’idea della federazione è quella di «garantire che il conflitto resti fuori dai luoghi delle competizioni sportive». È la stessa cosa che sostengono il Comitato olimpico e quello Paralimpico. A Milano Cortina l’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych era stato squalificato per aver usato un casco con sopra le foto di 21 atlete e atleti uccisi in guerra dalla Russia.