È stato arrestato l’operatore della Croce Rossa di Forlì indagato per la morte di cinque persone anziane

Un'ambulanza all'ospedale di Bologna, nel 2024 (Guido Calamosca/LaPresse)
Un'ambulanza all'ospedale di Bologna, nel 2024 (Guido Calamosca/LaPresse)

È stato arrestato l’operatore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, a Forlì, in Emilia-Romagna, indagato per il caso delle morti sospette di cinque persone anziane. In alcuni casi la morte era avvenuta mentre i pazienti venivano trasferiti nell’ambulanza su cui era l’operatore, in altri dopo il trasferimento ma a seguito di gravi malori durante il trasporto.

Le cinque persone anziane erano morte tra febbraio e novembre del 2025. Avevano tutte patologie croniche ma non sono morte in una condizione di emergenza, bensì durante o subito dopo alcune operazioni di trasporto «secondario», cioè trasferimenti organizzati in ambulanza per esigenze cliniche (visite, esami o controlli sanitari). La procura ipotizza il reato di «omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso col mezzo di sostanze venefiche [cioè tossiche, ndr] o altro mezzo insidioso», come possono essere per esempio le iniezioni di aria con una siringa per causare un’embolia. L’omicidio volontario continuato, secondo il codice penale, si configura quando un soggetto commette più omicidi (o un omicidio e altri reati) in tempi diversi ma accomunati dal «medesimo disegno criminoso».

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