È morto a 68 anni Afrika Bambaataa, rapper, dj e produttore considerato un pioniere della musica hip hop

Afrika Bambaataa nel 2006 (AP Photo/Henny Ray Abrams)
Afrika Bambaataa nel 2006 (AP Photo/Henny Ray Abrams)

Afrika Bambaataa, noto rapper, dj e produttore considerato un pioniere della musica hip hop, è morto a 68 anni di cancro. Afrika Bambaataa era il nome d’arte di Lance Taylor. Era nato nel Bronx, a New York, dove aveva iniziato la sua carriera a capo di una gang che stava provando a placare le divisioni tra i gruppi criminali facendo musica e predicando una sorta di utopia africana, la cosiddetta Zulu Nation: riuscì a cambiare il suono dell’hip hop grazie a un innovativo utilizzo di sintetizzatori e vocoder (lo strumento usato per rendere robotica la voce dei cantanti), e a costruire una comunità attorno al genere.

Bambaataa divenne presto famoso, cominciò a frequentare anche produttori e musicisti bianchi di Manhattan, ed entrò in contatto con molta musica diversa, tra cui quella degli Yellow Magic Orchestra e quella della storica band tedesca dei Kraftwerk. Una canzone molto famosa di Bambaataa è “Planet Rock”, nata dalla collaborazione con il produttore Arthur Baker, il tastierista John Robie e il gruppo di cantanti hip hop che accompagnava a volte Bambaataa, i Soul Sonic Force, cioè da un misto di persone con provenienze e sensibilità molto diverse tra loro. È sua anche “Reckless”.

Nel 2016 Bambaataa fu accusato da un uomo di averlo molestato all’inizio degli anni Ottanta, quando questo aveva 15 anni. In seguito, altri tre uomini accusarono Taylor di abusi sessuali.

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