Una fotocamera piccolissima che fa foto brutte, ma interessanti
La Kodak Charmera scatta peggio delle compatte degli anni Duemila, ma sta avendo successo tra chi ai tempi non c'era o tra chi ha nostalgia

Una tendenza che si sta diffondendo negli ultimi anni tra adolescenti e ventenni è fare fotografie che sembrino scattate con macchine fotografiche usa e getta o con fotocamere digitali dei primi anni Duemila, un po’ sfocate e sovraesposte. Per ottenere quell’effetto molti utilizzano proprio delle fotocamere digitali compatte di quegli anni, comprate usate o tirate fuori dal cassetto dei genitori. Il punto non è fare belle foto, visto che gli smartphone le fanno molto meglio, ma dare un significato diverso e più forte ai singoli scatti, in tempi in cui è normale farne a decine per un singolo momento e poi dimenticarli nelle memorie del proprio telefono.
Anche le aziende si stanno adattando a questa richiesta attraverso la riedizione di vecchi modelli o creandone di nuovi che rispondano a queste caratteristiche. Tra queste, una fotocamera digitale che sta avendo particolare successo – proprio perché fa foto sgranate e con un effetto rétro – è la Kodak Charmera.
La Charmera è ispirata a una storica macchina fotografica di Kodak: la Fling, la prima usa e getta prodotta dall’azienda nel 1987. A differenza della Fling però la Charmera è digitale. È una fotocamera piccolissima: lunga poco meno di sei centimetri e alta circa due e mezzo, sta nel palmo di una mano e pesa solo 30 grammi. Viene venduta con un gancetto portachiavi perché, proprio per le sue dimensioni ridottissime, può essere facilmente appesa a un mazzo di chiavi o agganciata a una borsa o al passante della cintura. Il nome “Charmera” infatti è il risultato dell’unione delle parole “charm”, ovvero quegli oggettini che si appendono ad accessori e dispositivi per decorarli, e “camera”, ossia macchina fotografica.

Le macchine fotografiche digitali Kodak Charmera (foto dal profilo Facebook Kodak)
Non è particolarmente economica: costa circa 40 euro. Il prezzo alto però non le ha impedito di andare sold out non appena è stata messa in vendita. È prodotta in sette stili e colori diversi, tra cui un’edizione limitata trasparente con gli ingranaggi interni a vista, ma chi la acquista non può scegliere lo stile che preferisce. È infatti venduta in modalità “blind box”: l’acquirente scopre quale gli è capitata solo una volta che l’ha comprata e spacchettata (di conseguenza, se una persona desidera un particolare modello sarà spinta a comprarne finché non lo trova).
Per collezionisti e per chi non ha voglia di andare per tentativi, l’azienda ha prodotto anche una confezione con le sei macchine fotografiche (tutte tranne l’edizione limitata), che in Italia costa circa 250 euro.

Una fotografia scattata con la Kodak Charmera (Il Post)
– Leggi anche: Il ritorno delle fotocamere compatte digitali
La fotocamera ha un obiettivo da 35 millimetri, un flash incorporato (che però funziona solo quando il soggetto da illuminare è vicino) e un piccolo schermo dal quale si possono selezionare alcune funzioni. L’interfaccia ricorda quella di un videogioco anni Novanta e permette di scegliere tra sette filtri e quattro cornici e di impostare la modalità foto o quella video. La Charmera è dotata di un microfono e permette di girare dei video con audio, anche se molto grezzi dal punto di vista della definizione e della stabilità dell’immagine. Le foto hanno una definizione di 1,6 megapixel e vengono salvate su una mini memory-card, che però deve essere comprata a parte. Per scaricarle sullo smartphone o sul pc basta collegare la fotocamera al dispositivo attraverso un cavo USB-C.
@__diditee__ This is the Kodak CHARMERAAA! The super tiny keychain camera that everyone has been talking about. What do you think? Would you get it? #kodak #charmera #travel #camera #videography ♬ original sound – Declann Drostan Tan
– Leggi anche: La lunghissima crisi di Kodak
Le fotocamere digitali sono solo una delle tante cose dei primi anni Duemila tornate di moda di recente, come gli auricolari col filo e i pantaloni a vita bassa. È la tendenza a cui ci si riferisce con la sigla Y2K, ovvero years 2000. Nel caso delle fotocamere digitali quello che piace, oltre alle foto vecchio stile, è che sono oggetti piacevoli da maneggiare, compatti e con funzioni automatiche che fanno rumori d’altri tempi. E poi c’è l’idea che scattare le foto a una serata o a una gita domenicale con una macchina di questo tipo renda quelle foto più originali e interessanti rispetto a quelle del telefono.
Il richiamo agli anni Ottanta, Novanta e Duemila è un elemento sul quale Kodak sta puntando. L’azienda ha attraversato una crisi lunghissima, durata circa 25 anni, dovuta principalmente al fatto di aver investito su pellicole e rullini – che l’avevano resa famosa dalla fine dell’Ottocento – invece che sul digitale, nel periodo in cui questo si stava affermando. Negli ultimi anni però questa tendenza nostalgica di recuperare tutto ciò che ricorda l’era pre-social sta rendendo Kodak un marchio nuovamente rilevante, anche se i fatturati registrati negli anni Novanta sono decisamente lontani. In Corea del Sud per esempio esistono delle catene di negozi Kodak Apparel, che vendono vestiti e accessori con il marchio dell’azienda.
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