La milizia sciita Kataib Hezbollah tratterà con l’Iraq per liberare la giornalista Shelly Kittleson, scrive il New York Times

Dal profilo Instagram di Shelly Kittleson
Dal profilo Instagram di Shelly Kittleson

Kataib Hezbollah, una milizia irachena sciita attiva in Iraq e sostenuta dall’Iran, tratterà con il governo iracheno per la liberazione della giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita martedì a Baghdad dal gruppo: lo scrive il New York Times sulla base di quanto riferito al giornale da due funzionari della sicurezza irachena. Le fonti, rimaste anonime, hanno detto che alcuni rappresentanti di Kataib Hezbollah avrebbero proposto al governo iracheno di liberare Kittleson in cambio del rilascio di alcuni membri della milizia detenuti nel paese.

Kittleson è stata rapita per strada, vicino all’hotel dove alloggiava a Baghdad. Era in Iraq per seguire la guerra e nei giorni scorsi aveva subìto minacce proprio da Kataib Hezbollah. Vive a Roma, ha 50 anni e una lunga carriera come giornalista freelance in zona di guerra, soprattutto in Medio Oriente. Il ministero dell’Interno iracheno ha detto che l’auto su cui era stata caricata dopo il rapimento si è ribaltata mentre cercava di scappare dalla polizia. La giornalista è stata fatta scendere prima dell’arrivo degli agenti e messa su un’altra macchina, ma un’altra persona a bordo, legata a Kataib Hezbollah, è stata arrestata. Nelle ultime settimane la milizia ha partecipato attivamente alla guerra in Medio Oriente, colpendo obiettivi in Iraq legati agli Stati Uniti e ai loro alleati.

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