Ci sarà un nuovo caso Sangiuliano?

Stavolta con protagonista il ministro dell’Interno Piantedosi: è emersa una sua relazione con la giornalista Claudia Conte che potrebbe mettere in imbarazzo il governo

Claudia Conte sul red carpet della Festa del Cinema a Roma, nel 2024 (Elena Vizzoca/SOPA Images via ZUMA Press Wire/ANSA)
Claudia Conte sul red carpet della Festa del Cinema a Roma, nel 2024 (Elena Vizzoca/SOPA Images via ZUMA Press Wire/ANSA)
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Dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura, il governo di Giorgia Meloni si trova ora a dover gestire un’altra vicenda delicata e potenzialmente imbarazzante in un momento assai critico di questa legislatura. Riguarda il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con cui la giornalista Claudia Conte ha raccontato di avere una relazione durante un’intervista video con la testata economica Money.it. Negli ultimi mesi Conte aveva ricevuto alcuni incarichi in qualche modo riconducibili al ministero dell’Interno.

Per questa ragione sui giornali si stanno facendo parallelismi con il caso che aveva avuto come protagonisti l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia: quest’ultima aveva sostenuto di essere una sua collaboratrice, ma si scoprì poi che tra i due c’era una relazione affettiva. In seguito Sangiuliano si era dimesso e sulla vicenda era stata aperta un’indagine giudiziaria, per cui ora Boccia andrà a processo con l’accusa di stalking nei confronti dell’allora ministro. Le due storie non sono affatto identiche, ma ci sono alcune cose simili.

Claudia Conte, che ha 34 anni ed è nata a Cassino, in provincia di Frosinone, è un’ex modella, ha scritto alcuni libri, dirige un festival sul cinema ed è conosciuta anche perché è spesso ospite in trasmissioni televisive. Di lei si era molto parlato alcuni anni fa, quando aveva denunciato il suo compagno di allora, l’ex calciatore Angelo Paradiso, per stalking, diffamazione e revenge porn: Paradiso fu arrestato e poi assolto alla fine del 2023 perché secondo il giudice il fatto non sussisteva.

Su Money.it è stata intervistata da Marco Gaetani, dirigente di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, nonché conduttore di Radio Atreju, il podcast della festa giovanile della destra italiana. Durante l’intervista, quando Gaetani ha chiesto a Conte di commentare le voci che girano su una presunta relazione tra lei e Piantedosi, lei ha risposto così: «È una cosa che non posso negare, però sono molto riservata nella mia vita privata». Poi non ha voluto dare altri dettagli.

Il Corriere della Sera scrive che Gaetani ha detto ad alcuni dirigenti di Fratelli d’Italia che è stata Conte stessa a chiedergli di farle questa domanda. Non è però chiaro perché un militante della destra al governo abbia acconsentito in quel caso a chiederle una conferma su una vicenda che potrebbe mettere in difficoltà proprio il governo, né si è ancora capito perché Conte abbia scelto di rendere nota ora la relazione con Piantedosi, di cui si vociferava da mesi. La sua dichiarazione è però bastata a suscitare parecchie polemiche tra i politici di sinistra.

Il 12 febbraio Conte era stata nominata consulente – a titolo gratuito – della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Il presidente della commissione è il deputato di Forza Italia Alessandro Battilocchio. In un estratto dei documenti della commissione relativi alla nomina di Conte, pubblicato da Repubblica, c’è scritto che Conte si è candidata di sua volontà ed è stata scelta per il suo curriculum, senza che nessuno si sia opposto.

Ancora prima, nel 2024, era diventata conduttrice di una trasmissione su Rai Radio 1, La mezz’ora legale, con un rubrica realizzata in collaborazione con la polizia di Stato, che dipende dal ministero dell’Interno. Secondo Repubblica, quel contratto prevedeva un pagamento di 180 euro a puntata per 24 puntate nella stagione 2024-2025, confermata anche per l’anno successivo. L’allora direttore di Radio 1, Francesco Pionati, ex parlamentare moderato del centrodestra, era stato compagno di scuola di Piantedosi. Pionati ha negato di essere a conoscenza della loro relazione e ha sostenuto che quando ha incontrato Conte per la prima volta il ministro non era presente.

Secondo il quotidiano Domani, Conte aveva svolto anche una docenza alla scuola di perfezionamento per le forze di polizia, sempre a giugno del 2024. Il compenso di quelle lezioni è piuttosto irrisorio, e fonti del dipartimento di pubblica sicurezza hanno peraltro detto a Domani che non erano nemmeno lezioni bensì moderazioni di alcuni incontri. Conte ha poi organizzato alcune manifestazioni con il patrocinio della polizia; tra le altre ha condotto la cerimonia del 172esimo anniversario della fondazione della polizia a Frosinone il 10 aprile 2024. Ha poi moderato alcuni incontri sulla sicurezza organizzati dai partiti di destra, tra cui uno di Fratelli d’Italia a Ostia Antica lo scorso novembre, e più di recente ha promosso sui social la campagna di iscrizioni della scuola militare della Nunziatella, a Napoli.

Del resto Conte è bene inserita negli ambienti della politica, come si intuisce dalle molte fotografie con politici (alcuni anche della sinistra) e ministri vari pubblicate sul suo profilo Instagram, seguito da 310mila persone.

In tutto questo Piantedosi, che è sposato con una prefetta, non ha ancora commentato pubblicamente l’intervista. Il Corriere della Sera scrive che il ministro ha parlato con Meloni, la quale gli avrebbe per ora confermato la sua fiducia. Non è un buon momento per Meloni per un altro scandalo o per altre dimissioni: sta infatti provando a gestire la “fase due” del suo governo, tenendo nel frattempo per sé l’interim del Turismo, dopo le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, e rimandando anche l’eventuale nomina dei cinque posti da sottosegretario rimasti vacanti (per le dimissioni di Andrea Delmastro alla Giustizia e altre avvenute negli anni scorsi).

– Leggi anche: La «fase due» di Giorgia Meloni è un film già visto

Se il caso di Piantedosi e Conte dovesse montare, sarebbe quindi un problema considerevole per Meloni, mentre il primo a beneficiarne potrebbe essere Matteo Salvini, attuale ministro dei Trasporti, che ha più volte lasciato intendere che vorrebbe tornare al ministero dell’Interno. Per ora comunque non ci sono altri elementi in comune con la vicenda di Sangiuliano e Boccia. Non ci sono indagini giudiziarie e anche l’eventuale conflitto di interessi dovuto all’intreccio tra relazione privata e incarichi pubblici è da dimostrare.