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  • Lunedì 30 marzo 2026

Come funzionano i controlli di polizia incrociati negli stati europei

Dopo il caso dell’europarlamentare Ilaria Salis, polizia e questura hanno parlato di un “atto dovuto” e fondato sulla richiesta di un altro paese

Ilaria Salis durante una manifestazione contro il riarmo a Roma, 21 giugno 2025 (AP Photo/Andrew Medichini)
Ilaria Salis durante una manifestazione contro il riarmo a Roma, 21 giugno 2025 (AP Photo/Andrew Medichini)
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Secondo quanto sostenuto dalla questura di Roma il controllo di polizia sull’europarlamentare italiana Ilaria Salis, di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), avvenuto sabato all’alba nella stanza di albergo dove si trovava in attesa di partecipare alla manifestazione “No Kings”, è stato un «atto dovuto» in seguito a una segnalazione «inviata da un paese terzo». La questura ha detto di aver semplicemente rispettato gli accordi internazionali, che non prevedono margini di discrezionalità.

I controlli specifici di persone nello spazio Schengen, la zona di libera circolazione di merci e persone che coinvolge quasi tutti i paesi dell’Unione europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, sono normati dal regolamento EU 2018/1862, che disciplina a sua volta il Sistema d’informazione Schengen (SIS). Con la creazione dell’area Schengen, infatti, sono stati aboliti i controlli sistematici sulle persone lungo le frontiere interne, successivamente compensati proprio attraverso il sistema SIS.

Concretamente il SIS è un sistema informatizzato di segnalazione di persone e oggetti utilizzato a livello europeo e gestito insieme da tutti gli stati che ne fanno parte. Questa banca dati contiene informazioni su oggetti rubati, su persone ritenute scomparse e su persone ricercate dalla polizia o dalla magistratura. Il regolamento prevede anche che possano essere inserite segnalazioni e informazioni su cittadini di paesi terzi sospettati di essere coinvolti in atti di terrorismo e altri reati gravi.

Dal punto di vista tecnico, il SIS è costituito da un sistema centrale, da sistemi nazionali in tutti i paesi che lo utilizzano e da una rete tra i sistemi: servono tutte a scambiarsi informazioni in tempo reale. Nel marzo del 2023 il SIS è stato aggiornato con nuove categorie di segnalazione e nuove informazioni. Contiene ora una serie di dati biometrici per confermare e verificare l’identità delle persone registrate nel sistema: fotografie, impronte palmari e digitali e registrazioni dei profili del DNA, ma solo in relazione alle persone scomparse.

Ogni stato che aderisce al SIS può inserire delle segnalazioni secondo alcuni criteri indicati nel regolamento e le segnalazioni hanno una scadenza temporale che può variare: in generale i dati registrati nel SIS possono essere conservati nel sistema solo per il tempo necessario a conseguire lo scopo specifico della segnalazione. Una volta raggiunto il risultato, il paese che ha effettuato la segnalazione deve cancellare i dati. Solo lo stato membro che avvia la segnalazione può comunque modificare, integrare, correggere, aggiornare o eliminare i dati nel SIS.

Per ogni segnalazione il regolamento dice anche che tipo di azione la forza di polizia deve mettere in atto se la persona segnalata viene individuata in uno degli stati membri, rispettando comunque le norme e le procedure di diritto interno. Una volta inserita la segnalazione, la persona che si muove nello spazio Schengen può essere controllata e gli stati che aderiscono al SIS Schengen non possono sottrarsi dall’eseguire l’azione corrispondente alla segnalazione inserita.

Un paese che ritenga che agire in base a una segnalazione sarebbe incompatibile con le proprie leggi nazionali o con gli obblighi internazionali può comunque apporre un “indicatore di validità” alla segnalazione stessa: questo indicatore comporta la sospensione della validità della segnalazione a livello nazionale, chiarendo cioè che quello stato non intraprenderà alcuna azione sul proprio territorio nei confronti della persona segnalata.

Nel caso che coinvolge Ilaria Salis l’allerta sarebbe partita al momento della registrazione di Salis nell’hotel di Roma dove poi la polizia è intervenuta, registrazione che deve essere obbligatoriamente inserita dagli albergatori per tutti i propri ospiti nel portale della questura Servizio Alloggiati.

Secondo l’Ansa il paese europeo che ha fatto la segnalazione è la Germania, anche se l’avvocato di Salis ha detto che al momento non risulta alcun coinvolgimento dell’europarlamentare in inchieste in corso in Germania. Nei confronti di Salis sarebbe stato chiesto un controllo personale, del veicolo utilizzato e anche dei suoi accompagnatori, con l’ora e il luogo dell’identificazione.

La Germania avrebbe emesso l’avviso lo scorso 2 marzo per la vicenda che coinvolge Salis in Ungheria, dove è accusata di aver aggredito a Budapest dei manifestanti neonazisti, nel 2023. Per diversi mesi Salis è stata incarcerata nel paese, ma ora il processo è stato sospeso per l’immunità da europarlamentare che Salis ha ottenuto una volta eletta.

Quindi alla questura qualcosa non avrebbe però funzionato: nessuno, infatti, avrebbe collegato il nome del soggetto da controllare in base alla segnalazione del SIS all’europarlamentare protetta da immunità.

Germania e Ungheria stanno collaborando attivamente sui fatti di Budapest del 2023. Nel giugno del 2024 Maja T., persona non binaria con cittadinanza tedesca accusata come Salis di aver aggredito dei neonazisti, è stata estradata dalla Germania in Ungheria dove poi è stata condannata in primo grado a 8 anni di carcere. Al tempo l’estradizione era stata molto criticata perché eseguita nonostante la Corte costituzionale federale tedesca avesse vietato il trasferimento mentre esaminava il caso. C’è poi il caso di Rexhino Abazaj, conosciuto come “Gino”, anche lui coinvolto nei fatti di Budapest del 2023. La Germania avviò un’indagine nei suoi confronti riuscendo a ottenere il suo arresto in Francia nel 2025, dopo che la Francia aveva già negato la sua estradizione verso l’Ungheria.