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  • Domenica 29 marzo 2026

Un’attrice tedesca ha accusato il marito di averla impersonata per anni online

Collien Fernandes cercava da tempo di capire chi ci fosse dietro ai suoi profili falsi che pubblicavano immagini e video deepfake a contenuto pornografico

Collien Fernandes durante una protesta contro la violenza di genere ad Amburgo organizzata dopo l'uscita dell'articolo sullo Spiegel, il 26 marzo del 2026 (ANSA/Marcus Brandt/dpa)
Collien Fernandes durante una protesta contro la violenza di genere ad Amburgo organizzata dopo l'uscita dell'articolo sullo Spiegel, il 26 marzo del 2026 (ANSA/Marcus Brandt/dpa)
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Lo scorso sabato il settimanale tedesco Der Spiegel ha pubblicato un articolo in cui l’attrice televisiva Collien Fernandes accusava il suo ex marito, l’attore e presentatore Christian Ulmen, di averla impersonata online per anni, creando dei profili falsi attraverso i quali diffondeva immagini e video pornografici che venivano falsamente attribuiti a lei. L’ha inoltre accusato di ripetuta violenza fisica e atteggiamenti intimidatori.

Il caso è immediatamente diventato centrale nel dibattito pubblico in Germania, dove i due sono stati per anni tra le coppie più famose della televisione tedesca: nell’ultima settimana ci sono state manifestazioni in diverse città e se ne è parlato anche durante una seduta in parlamento.

Fernandes era a conoscenza dell’esistenza di questi profili da anni, così come del fatto che online esistessero sia video attribuiti a lei che invece rappresentavano donne che le somigliavano molto, sia video deepfake, cioè manipolati per lo più con sistemi d’intelligenza artificiale, a contenuto pornografico in cui il suo volto veniva sostituito a quello di altre persone.

Anche per questi motivi Fernandes era diventata una delle esponenti del movimento che chiedeva in Germania la promulgazione di leggi che arginassero questo problema, parlando pubblicamente della propria esperienza, conducendo campagne di sensibilizzazione e girando un documentario sul tema. Nel 2024 aveva anche sporto denuncia contro ignoti alla polizia tedesca.

Oggi sostiene che Ulmen (da cui ha divorziato nel 2025) fosse dietro a quei profili, e che l’ex marito gliel’avesse confessato a Natale del 2024, dopo aver saputo della denuncia. Fernandes dice che Ulmen le avrebbe detto di aver usato quei profili per inviare centinaia di immagini e video falsi, o comunque che non la ritraevano, e avviare relazioni online con 30 uomini, che credevano di essere quindi in contatto con Fernandes. In alcuni casi sarebbe arrivato a fare sesso telefonico con alcuni di loro, utilizzando un audio generato al computer per imitare la voce dell’ex moglie.

Lo Spiegel ha parlato con un uomo che ha avuto una di queste conversazioni, durante la quale si sarebbe stupito del fatto che la voce di Fernandes suonasse più acuta di quella che sentiva in televisione.

Christian Ulmen e Collien Fernandes a un evento pubblico ad aprile del 2024 (ANSA/Carsten Koall/dpa)

Alla fine del 2025 Fernandes aveva sporto denuncia contro Ulmen in Spagna, dove i due hanno la residenza e dove le leggi per la protezione delle persone che sono vittime di questi crimini sono più avanzate rispetto alla Germania. I reati di cui Ulmen è stato accusato sono diversi: usurpazione di stato civile (riferito alla creazione di profili falsi), ingiuria pubblica, divulgazione di segreti, lesioni personali ripetute in ambito familiare e minaccia grave.

Da circa dieci anni, ha scritto Fernandes nella denuncia, sarebbe vittima di un «furto d’identità tramite i social network» compiuto da Ulmen, che inoltre nel corso del suo matrimonio l’avrebbe più volte minacciata e picchiata (a gennaio del 2023 Ulmen era già stato posto in stato di fermo a Palma di Maiorca, dove la coppia viveva, per sospetto di violenza domestica, ma Fernandes aveva poi deciso di non denunciarlo).

Lo Spiegel ha detto di aver letto una email inviata da Ulmen a un avvocato penalista berlinese a dicembre del 2024, pochi giorni dopo la sua presunta confessione, in cui avrebbe chiesto una consulenza legale per «fatti altamente riservati». Nella email, scrive lo Spiegel, Ulmen avrebbe detto di aver sviluppato, «purtroppo», negli ultimi dieci anni «un feticismo sessuale» e avrebbe confessato di aver creato profili falsi su internet a nome di sua moglie, attraverso i quali avrebbe chattato con uomini, flirtato, «fino ad arrivare a conversazioni a sfondo sessuale». Avrebbe inoltre inviato agli interlocutori dei video già disponibili su siti porno liberamente accessibili.

Il tribunale spagnolo di Palma di Maiorca ha detto di avere avviato le indagini preliminari sul caso, ma non è ancora chiaro se queste verranno gestite dalla Spagna o dalla Germania. Ulmen non ha commentato pubblicamente le accuse, ma venerdì i suoi avvocati hanno negato che il loro assistito avesse creato o diffuso materiale pornografico deepfake «della signora Fernandes o di qualsiasi altra persona».

Una manifestazione in sostegno di Collien Fernandes a Berlino, il 22 marzo del 2026 (Maryam Majd/Getty Images)

In questi giorni il caso in Germania è stato più volte paragonato a quello di Gisèle Pelicot, la donna francese che per quasi dieci anni fu sedata dal marito e stuprata da lui e da decine di uomini che reclutava online, tutti condannati in un processo che si è svolto alla fine del 2024 e che è stato uno dei più seguiti degli ultimi anni in Francia. Nell’intervista con lo Spiegel, alcune frasi di Fernandes in merito alla sua esperienza sono molto simili a quelle di Pelicot, fra cui: «Non è una cosa da poco. Sono stata messa a disposizione sessualmente su Internet a chiunque lo volesse. A volte mi sveglio ancora con attacchi di panico».

Il paragone con Pelicot però riguarda anche il modo in cui entrambe le donne hanno deciso di usare il proprio caso per attirare l’attenzione su un problema ancora molto diffuso, sostenendo l’importanza di liberarsi dal sentimento della vergogna che spesso sentono le vittime di violenza di genere.

– Leggi anche: Gisèle Pelicot, con parole sue