Scavare un percorso sul fondale del mare per liberare una megattera

È quello che ha fatto una squadra di soccorritori in Germania, dopo che una si era bloccata in acque basse

I vigili del fuoco vicino alla megattera arenatasi a Niendorf, Germania, 23 marzo 2026 (DPA/Ulrich Perrey/AP)
I vigili del fuoco vicino alla megattera arenatasi a Niendorf, Germania, 23 marzo 2026 (DPA/Ulrich Perrey/AP)
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Una megattera è riuscita a tornare in acque profonde dopo che per alcuni giorni era rimasta bloccata nel basso fondale di Niendorf, una cittadina tedesca sul mar Baltico vicino a Lubecca. Era stata vista la prima volta lunedì e si era arenata dopo essere rimasta impigliata in alcune reti da pesca.

La megattera (Megaptera novaeangliae) in questione è un maschio lungo circa 10 metri e pesante quasi 12 tonnellate: relativamente piccolo per gli standard della specie, che può raggiungere i 17 metri e le 40 tonnellate. I soccorritori avevano rimosso le reti, ma l’animale non riusciva comunque ad andare via.

Giovedì allora la squadra di soccorritori ha deciso di utilizzare una scavatrice per scavare un percorso nel fondale sabbioso che consentisse all’animale di ritornare in mare aperto in modo autonomo. Secondo gli esperti infatti l’animale avrebbe avuto maggiori possibilità di salvarsi se si fosse liberato da solo, piuttosto che se fosse stato spinto o trainato. Nella notte tra giovedì e venerdì la megattera è riuscita a liberarsi da sola.

Le megattere sono cetacei che vivono negli oceani di tutto il mondo e per sopravvivere compiono ogni anno una lunga migrazione dai mari freddi, dove trovano abbondanza di krill (crostacei microscopici) di cui si nutrono, a quelli tropicali o subtropicali, più caldi, dove si riproducono.

Una persona cammina vicino alla megattera a Niendorf, Germania, 26 marzo 2026. (DPA/Daniel Bockwoldt/AP)

Nonostante abbia lasciato la zona di fondale poco profondo in cui era rimasta bloccata, secondo il team di esperti i problemi non sono ancora finiti. La megattera infatti è gravemente malata e potrebbe incagliarsi nuovamente mentre cerca di raggiungere il mare aperto e poi l’oceano Atlantico. Ha anche un’infezione della pelle che ha impedito di applicarle un chip per tracciarne gli spostamenti.

Per questo, venerdì mattina dopo che la megattera è tornata a nuotare liberamente, è stata accompagnata da alcune barche di salvataggio nel tentativo di indirizzarla verso il mare aperto.