Putin ha chiesto agli oligarchi russi di contribuire economicamente per far fronte alle spese della guerra in Ucraina, scrive il Financial Times

Il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro con diversi imprenditori a Mosca, 26 marzo 2026 (Yury Kochetkov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
Il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro con diversi imprenditori a Mosca, 26 marzo 2026 (Yury Kochetkov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

Secondo tre persone informate dei fatti citate dal Financial Times, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto agli oligarchi russi di fare donazioni spontanee per contribuire alla spesa militare del paese, che dopo quattro anni di guerra in Ucraina è sempre più difficile da sostenere. Stando alle testimonianze, giovedì Putin ha fatto una specie di appello durante un incontro con un gruppo di ricchi imprenditori, in cui ha detto che la Russia andrà avanti con la guerra finché non conquisterà tutto il Donbas, il territorio dell’Ucraina orientale che pretende per ragioni politiche e militari.

Tra il 2023 e il 2024 la Russia riuscì a crescere più dell’Occidente, anche grazie alla riconversione della propria economia in economia di guerra. Poi però ha cominciato a fare fatica, e più in generale a impegnare così tante risorse nella guerra da mettere a rischio il proprio futuro sul lungo termine. Con le sanzioni internazionali imposte contro le compagnie petrolifere russe, la Russia ha dovuto attingere dal fondo sovrano in cui per anni aveva accumulato i profitti della vendita di gas naturale e petrolio, che si è ridotto notevolmente; con le entrate del petrolio in forte calo, poi, il paese ha iniziato a spendere più di quanto incassa.

L’anno scorso il governo russo aveva aumentato il budget per la spesa militare del 42 per cento, fino ad arrivare all’equivalente di circa 140 miliardi di euro. A gennaio aveva aumentato l’IVA dal 20 al 22 per cento con lo scopo di incassare l’equivalente di oltre 6 miliardi di euro in tre anni dalle piccole e medie imprese. Il ministro dell’Economia, Maxim Reshetnikov, ha detto che il governo sta anche valutando una nuova tassa sugli extraprofitti, come quella imposta nel 2023 ad alcune grosse aziende, se il valore del rublo continuerà a indebolirsi.

La richiesta agli oligarchi di contribuire al bilancio dello stato si inserisce in questo contesto, e data l’enorme influenza che il regime di Putin ha su di loro è improbabile che questi si rifiutino di farlo. Secondo le persone citate dal Financial Times il miliardario Suleiman Kerimov, attivo in molti settori, ha detto di essere disposto a donare l’equivalente di un miliardo di euro. Anche Oleg Deripaska, magnate nel settore dei metalli, avrebbe dato la propria disponibilità.

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