Domenica torna l’ora legale

Gli orologi che non lo fanno da soli andranno spostati un'ora avanti: per una notte si dormirà di meno, ma ci sarà più luce la sera

La manutenzione di uno degli orologi della Torre di Praga in un laboratorio di Lysá nad Labem, in Cechia, nel giugno 2020 (EPA/MARTIN DIVISEK via ANSA)
La manutenzione di uno degli orologi della Torre di Praga in un laboratorio di Lysá nad Labem, in Cechia, nel giugno 2020 (EPA/MARTIN DIVISEK via ANSA)
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Alle 2 di notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo tornerà l’ora legale, come succede ogni anno nell’ultimo weekend di marzo. Si dovranno spostare gli orologi meccanici e la maggior parte di quelli digitali un’ora avanti, mentre gli smartphone e gli smartwatch si adegueranno da soli. Dalle 2 di notte si passerà direttamente alle 3, saltando un’ora: per capirsi, se sabato si imposta una sveglia per le 8 di domenica mattina senza aver aggiustato l’ora legale, quando ci si alzerà saranno le 9, e così via.

Significa anche che per una notte si dormirà un’ora in meno, ma si avrà un’ora in più di luce la sera per i sette mesi successivi, fino all’ultimo weekend di ottobre, quando tornerà l’ora solare. In molti altri paesi l’ora legale è chiamata orario estivo, perché viene adottata nel periodo dell’anno in cui ci sono più ore di luce: permette di sfruttare di più la luce solare nel tardo pomeriggio e alla sera, e quindi di risparmiare sui consumi di energia elettrica.

Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, lo scorso anno i sette mesi di ora legale hanno consentito agli utenti in Italia di risparmiare 302 milioni di chilowattora di energia, e di evitare anche emissioni di anidride carbonica per circa 142mila tonnellate: sono numeri pari a quanto consumano in media ogni anno circa 115mila famiglie, con un risparmio complessivo nelle bollette di circa 80 milioni di euro. Dal 2004 al 2025 il risparmio è stato di 2,3 miliardi di euro.

L’ora legale fu introdotta in molti paesi – Italia compresa – per la prima volta nel 1916, proprio con l’obiettivo di risparmiare energia durante la Prima guerra mondiale. Nei decenni seguenti in Italia fu abolita e ripristinata diverse volte, per essere poi adottata definitivamente con una legge del 1965, applicata a partire dall’anno seguente. In Europa l’ultima modifica fu nel 1996: da allora il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene con modalità e tempi comuni tra tutti gli stati dell’Unione Europea, fusi orari a parte.

Il passaggio all’ora legale però in alcuni paesi non avviene: è il caso di Russia, Argentina, India e di quasi tutta l’Africa. Altri paesi lasciano invece la scelta alle amministrazioni locali: per esempio in Australia la usano solo quattro stati federati su sei.

Negli Stati Uniti (tranne che in parte dell’Arizona e alle Hawaii, che non la usano) invece il cambio avviene prima rispetto ai paesi europei. Quest’anno l’ora legale – che lì è chiamata daylight saving time, “orario per il risparmio di luce diurna” – è entrata in vigore domenica 8 marzo. Nel 2022 il Senato statunitense aveva approvato una proposta di legge che prevedeva di rendere l’ora legale permanente a partire dal novembre del 2023: la proposta però non è mai stata discussa alla Camera, che avrebbe dovuto votarla a sua volta, ed è poi decaduta.