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  • Venerdì 27 marzo 2026

Gli Stati Uniti non riescono a sbloccare i fondi per il dipartimento della Sicurezza

Quello della discussa agenzia ICE per l'immigrazione: adesso è in uno “shutdown” parziale, che sta creando grossi disagi anche negli aeroporti

Il Congresso degli Stati Uniti (AP/Allison Robbert)
Il Congresso degli Stati Uniti (AP/Allison Robbert)
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Venerdì 27 marzo la Camera statunitense non è riuscita ad approvare una legge per finanziare gran parte delle agenzie del dipartimento della Sicurezza, e terminare così lo “shutdown” che dura da più di un mese, con conseguenze e disagi in diversi settori, dalla gestione delle frontiere ai trasporti.

Negli Stati Uniti uno “shutdown”(letteralmente: spegnimento) si verifica quando il bilancio precedente scade ma non si è approvato quello per il periodo successivo. Senza lo stanziamento di nuovi fondi per finanziare le attività dell’amministrazione pubblica, queste devono interrompere il loro lavoro. Di fatto chiudono finché non viene approvato il nuovo bilancio: da qui il termine “shutdown”.

In questo caso lo shutdown è parziale perché il partito Repubblicano e quello Democratico non riescono a mettersi d’accordo sulla legge specifica per finanziare il dipartimento della Sicurezza, mentre il resto dell’amministrazione pubblica non ha questo problema.

Della questione si discute da giorni negli Stati Uniti perché la mancanza di finanziamenti per le attività del dipartimento sta creando grossi problemi concreti. Un esempio è quello che sta succedendo ai dipendenti della Transportation Security Administration (TSA), che sono rimasti senza stipendio e hanno quindi smesso di lavorare. La TSA è l’agenzia responsabile della sicurezza dei trasporti, e senza il suo lavoro si sono create code e attese lunghissime negli aeroporti degli Stati Uniti, dato che non ci sono abbastanza agenti per i controlli di sicurezza.

Passeggeri in coda all'aeroporto di Atlanta, il 21 marzo (AP Photo/Jeff Amy)

Passeggeri in coda all’aeroporto di Atlanta, il 21 marzo (AP/Jeff Amy)

Il punto è che nel dipartimento rientra anche l’ICE, la discussa agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, e che nei mesi scorsi è stata molto criticata per i suoi metodi brutali. I Democratici dicono che sosterranno la legge sul finanziamento del dipartimento della Sicurezza solo dopo l’approvazione di alcune riforme sul lavoro dell’ICE. Per esempio, chiedevano che gli agenti dell’ICE lavorassero a volto scoperto (ora non lo fanno). I Repubblicani hanno rifiutato.

Venerdì mattina Democratici e Repubblicani avevano in realtà trovato un accordo per sbloccare almeno in parte la situazione, e avevano approvato al Senato una legge che prevedeva di finanziare la gran parte delle agenzie del dipartimento della Sicurezza, tranne l’ICE e la Guardia di frontiera. Ci si aspettava che anche la Camera avrebbe votato la legge per approvarla definitivamente, ma non è stato così.

Molti Repubblicani si sono rifiutati di sostenerla, rivoltandosi contro i loro stessi compagni di partito al Senato: hanno rifiutato l’accordo parziale, dicendo che la nuova legge deve finanziare tutte le agenzie del dipartimento della Sicurezza (incluse quindi l’ICE e la Guardia di frontiera). Mike Johnson, il leader dei Repubblicani alla Camera, ha detto che la legge votata al Senato è «una presa in giro», e ha detto che i Repubblicani proporranno di votare una proposta di legge alternativa (che in quel caso dovrà essere però riapprovata dal Senato).