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  • Giovedì 26 marzo 2026

C’è l’Iran dietro al gruppo che sta facendo attentati contro gli ebrei in Europa?

Le polizie europee sospettano dei Guardiani della rivoluzione e di uno schema già usato dall’intelligence russa

Polizia e giornalisti sul luogo dell’incendio di quattro ambulanze appartenenti a un’associazione ebraica Londra, Inghilterra, 23 marzo(EPA/ANDY RAIN/Ansa)
Polizia e giornalisti sul luogo dell’incendio di quattro ambulanze appartenenti a un’associazione ebraica Londra, Inghilterra, 23 marzo
(EPA/ANDY RAIN/Ansa)

Le autorità di alcuni paesi europei stanno investigando sul possibile coinvolgimento dell’Iran in una serie di attacchi terroristici di basso livello contro persone ebree e contro obiettivi statunitensi.

Gli attacchi sono iniziati a marzo in Europa, scrive il Wall Street Journal che cita fonti di intelligence. Sono stati rivendicati su un canale Telegram creato il 9 marzo da un gruppo che si fa chiamare Harakat al Ashab al Yamin al Islamiya, che in arabo vuol dire Movimento islamico della compagnia dei giusti, dove “compagnia dei giusti” è una citazione del Corano e si riferisce ai credenti destinati ad andare in Paradiso.

Il Wall Street Journal e il rispettato ricercatore Aymenn Jawad Al-Tamimi hanno scritto che il canale in un caso ha pubblicato un video che nessun’altra fonte aveva e in un altro caso ha annunciato un attacco in anticipo. Non è possibile verificare perché il canale è stato chiuso il 24 marzo, ma è probabile che apparirà di nuovo con un altro indirizzo. 

Gli attacchi rivendicati dal gruppo per ora includono: una bomba rudimentale fatta esplodere da uomini incappucciati contro una sinagoga a Liegi, in Belgio, il 9 marzo; una bomba rudimentale fatta esplodere contro un «obiettivo sionista» in Grecia, l’11 marzo; un attacco incendiario contro una sinagoga a Rotterdam, nei Paesi Bassi, il 13 marzo; un altro simile contro una sinagoga ad Amsterdam il 14 marzo; una bomba rudimentale contro una banca statunitense al World Trade Center di Amsterdam nell’ambito della campagna contro obiettivi collegati agli Stati Uniti, il 16 marzo; e il rogo di quattro ambulanze appartenenti a una comunità ebraica e parcheggiate accanto a una sinagoga a Londra, il 23 marzo.

Gli attentatori non fanno differenza tra bersagli legati a Israele (come sedi politiche, diplomatiche e strutture militari) e bersagli ebraici (come luoghi di culto e persone ebree), e considerano entrambi come obiettivi da colpire. 

Il sospetto delle autorità europee, scrive il Wall Street Journal, è che il gruppo sia una finzione creata per coprire attacchi compiuti da persone in Europa reclutate online dai Guardiani della rivoluzione, il corpo militare più potente dell’Iran, come rappresaglia per la guerra cominciata da Israele e dagli Stati Uniti il 28 febbraio. 

Dopo l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, la principale autorità politica e religiosa dell’Iran, i Guardiani avevano dichiarato che i loro nemici «non saranno più al sicuro in nessuna parte del mondo, nemmeno nelle proprie case». 

Lo schema sarebbe quello già usato dall’intelligence della Russia: contattare soggetti che potrebbero essere disposti a compiere attacchi contro obiettivi poco difesi che non richiedono abilità particolari, offrire una somma di denaro per incentivare e ripetere con più persone e in più luoghi possibile, in modo da creare un’ondata di attentati di basso livello in molti stati europei. 

Con «attentati di basso livello» s’intendono attacchi minori fatti con mezzi improvvisati come bottiglie molotov e bombe poco potenti. Non è una campagna nemmeno lontanamente paragonabile ad altre campagne di attentati che hanno colpito l’Europa, come quella ordinata dallo Stato Islamico dieci anni fa.

Gli investigatori europei, per corroborare i loro sospetti, citano una lunga storia di precedenti fatta di cittadini europei o stranieri residenti in Europa scoperti dopo essere stati arruolati dall’Iran proprio per compiere attacchi come quelli di marzo nel caso ci fosse stato bisogno. 

Alcuni commentatori online sostengono invece che potrebbe trattarsi di una campagna cosiddetta “false flag”, che vuol dire sotto falsa bandiera: in parole povere, attentati organizzati da Israele per ottenere solidarietà e creare allarme contro l’Iran tra gli stati europei. Come prova, fanno notare che nei comunicati del gruppo si usano anche messaggi in lingua ebraica ed espressioni come «terra di Israele», che dei terroristi veri non userebbero mai, e che la parola «islamico» in arabo è scritta sbagliato.

Il ricercatore arabo Aymenn al Tamimi, di solito bene informato, fa notare però che spesso nei canali Telegram dei gruppi filo iraniani ci sono messaggi scritti in lingua ebraica per spaventare, che espressioni come «terra di Israele» sono usate in questi messaggi e che le traduzioni in ebraico e arabo sono fatte in modo sciatto con l’intelligenza artificiale. 

Inoltre al Tamimi fa notare che molti canali Telegram che appartengono al cosiddetto Asse della Resistenza, quindi all’assortimento di gruppi che combattono in nome del regime iraniano, hanno rilanciato con entusiasmo le rivendicazioni del gruppo europeo e le considerano reali.