Alle 12 l’affluenza al referendum sulla riforma della giustizia è stata di quasi il 15 per cento

(ANSA/CESARE ABBATE)
(ANSA/CESARE ABBATE)

Alle 12 di domenica ha votato al referendum per la riforma della giustizia il 14,92 per cento degli aventi diritto. È il primo dei tre dati sull’affluenza parziale che saranno comunicati nel corso della giornata: il prossimo è alle 19 e quello successivo alle 23; dopo ci sarà solo il dato definitivo alla chiusura dei seggi, lunedì alle 15. L’affluenza è un dato importante per il risultato: gli ultimi sondaggi avevano rilevato che una bassa partecipazione avrebbe potuto dare come esito più probabile una vittoria del “No”, mentre un’affluenza alta avrebbe premiato il fronte del “Sì”.

L’affluenza delle 12 è in questo caso più alta di quella registrata alla stessa ora in occasione degli altri referendum costituzionali in cui si votava su due giorni: alle 12 a quello del 2020 per la riduzione del numero dei parlamentari aveva votato il 12,24 per cento; a quello del 2006 sulla cosiddetta “devolution” il 10,1 per cento. Al referendum del 2016 per l’abolizione del bicameralismo perfetto alle 12 aveva votato il 20,14 per cento (ma si votava un giorno solo). Per quello del 2001 per la riforma del Titolo V invece non ci sono dati sull’affluenza parziale, ma anche in quel caso si votava in un giorno solo.

Le tre regioni in cui si è votato di più sono Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia; quelle in cui si è votato di meno sono la Calabria, la Basilicata e la Sicilia.

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