La Svizzera ha interrotto la vendita di armi agli Stati Uniti per via della guerra in Medio Oriente

Il Consiglio federale, cioè l’organo esecutivo del governo svizzero, ha fatto sapere di non aver concesso nuove autorizzazioni per l’esportazione di armi svizzere verso gli Stati Uniti dal 28 febbraio, cioè il giorno dei primi attacchi statunitensi e israeliani sull’Iran. In un comunicato diffuso venerdì, ha aggiunto che non autorizzerà più esportazioni di materiale bellico ai paesi coinvolti fino alla fine della guerra, nel rispetto della legge che le disciplina.
Il governo svizzero ha precisato che già da anni non vengono concesse autorizzazioni definitive per l’esportazione di materiale bellico verso Israele e Iran, e ha stabilito che un gruppo di esperti esamini le autorizzazioni già concesse e le esportazioni di altri beni, di modo da verificare che siano compatibili con la neutralità del paese. Tutti i contratti con gli Stati Uniti firmati in precedenza verranno invece rispettati.
Gli Stati Uniti sono il secondo paese per l’importazione di armi dalla Svizzera dopo la Germania. Nel 2025 hanno comprato materiale bellico svizzero per l’equivalente di circa 100 milioni di euro, comprese pistole e fucili di SIG Sauer, diffusi sia tra l’esercito che le forze dell’ordine statunitensi. È una somma comunque minima, se si considera l’enormità dei budget stanziati per le spese della difesa.
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