Sony Music ha chiesto la rimozione di oltre 135mila brani generati dall’intelligenza artificiale copiando i suoi artisti

(AP Photo/Eugene Hoshiko)
(AP Photo/Eugene Hoshiko)

Sony Music ha chiesto la rimozione dalle piattaforme di streaming di oltre 135mila brani generati dall’intelligenza artificiale e accusati di imitare o di riprodurre con tecniche di deepfake artisti esistenti e sotto contratto con la società discografica (come Beyoncé, Harry Styles, Bad Bunny, fra i moltissimi altri). Secondo Sony Music queste pratiche, in costante aumento, generano un danno commerciale diretto agli artisti e alterano il mercato discografico. L’azienda ritiene che le 135mila tracce individuate finora rappresentino solo una piccola parte del problema.

La pratica denunciata da Sony consiste nel generare brani musicali simili a quelli di artisti veri e caricarli su piattaforme come Spotify, YouTube, Instagram e Apple Music, distraendo gli ascoltatori dalla musica realizzata dagli artisti stessi e togliendo loro parte dei loro compensi per i diritti d’autore. È quindi diversa dalla semplice pratica di creare musica direttamente con l’intelligenza artificiale.

In base a delle stime, l’industria musicale ritiene che fino al 10 per cento dei contenuti presenti su tutte le piattaforme di streaming sia fraudolento, perché impersona un altro artista. Victoria Oakley, amministratrice delegata dell’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica a livello mondiale, ha invitato i servizi di streaming a implementare degli strumenti in grado di identificare la musica falsa o generata dall’intelligenza artificiale al momento del caricamento.

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