Il primo ministro thailandese è stato riconfermato dal parlamento, dopo che il suo partito aveva vinto le elezioni

Anutin Charnvirakul, al centro, dopo la nomina a primo ministro, il 19 marzo 2026 (AP Photo/Sakchai Lalit)
Anutin Charnvirakul, al centro, dopo la nomina a primo ministro, il 19 marzo 2026 (AP Photo/Sakchai Lalit)

Il parlamento thailandese ha riconfermato come primo ministro Anutin Charnvirakul, in carica da settembre dopo la crisi del governo precedente e appartenente al partito conservatore Bhumjaithai. Appena arrivato al potere, Anutin (in Thailandia ci si riferisce abitualmente ai politici con il nome proprio) aveva come mandato principale quello di indire nuove elezioni parlamentari, che si sono svolte a febbraio: a sorpresa poi il suo partito era arrivato primo al voto, e nelle settimane successive lui aveva formato un’ampia coalizione con vari partiti di centrodestra.

In parlamento Anutin ha ricevuto 293 voti: per essere nominato primo ministro occorreva ottenere i voti di più della metà dei 493 parlamentari presenti in aula. Il suo rivale Natthaphong Ruengpanyawut, che guida il Phak Prachachon, ovvero il Partito Popolare, la principale formazione di centrosinistra e riformista, ha preso appena 119 voti. Gli astenuti sono stati 86.

Anutin è un politico esperto ed è riuscito ad aumentare i propri consensi sfruttando il sentimento nazionalista legato agli scontri fra esercito thailandese e cambogiano al confine fra i due paesi. Ora la sua nomina dovrà essere confermata dal re, dopodiché il primo ministro dovrà assemblare il suo governo e presentare il suo programma al parlamento. In tutto questo però la Corte costituzionale ha accettato di prendere in considerazione un ricorso contro la validità delle elezioni parlamentari di febbraio: c’è quindi il rischio che nei prossimi mesi occorrerà rifare da capo il processo elettorale. Secondo il ricorso, la presenza di codici a barre e QR sulle schede elettorali comprometterebbe l’anonimato del voto.