Due medici coinvolti nel caso del trapianto di cuore sbagliato a Napoli sono accusati anche di falso in una cartella clinica

Due dei sette medici indagati per il caso del trapianto di cuore sbagliato che ha causato la morte di un bambino di due anni e mezzo all’ospedale Monaldi di Napoli sono accusati anche di aver falsificato la cartella clinica del bambino. I due medici, Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, sono fra quelli che hanno materialmente eseguito il trapianto ed erano già indagati per omicidio colposo insieme ad altri cinque.
Secondo le informazioni disponibili, l’accusa si riferirebbe ad alcune modifiche fatte sulla cartella clinica del bambino riguardo all’ora di arrivo del cuore da trapiantare e a quella dell’inizio dell’espianto del cuore malato. Le regole sui trapianti richiedono l’osservanza di limiti temporali molto rigidi, per evitare il danneggiamento dei tessuti donati: un’ipotesi è che i due medici abbiano falsificato la cartella clinica per nascondere il loro mancato rispetto. Le informazioni contenute nella cartella clinica non coinciderebbero con quanto emerso dalle testimonianze di altri membri del personale informati sui fatti. Per Oppido e Bergonzoni la procura ha chiesto anche la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio dalla professione medica.


