Il governo ha approvato un decreto per ridurre il prezzo dei carburanti

Si tradurrà in un risparmio di circa 25 centesimi al litro, che durerà venti giorni: poi si vedrà

Prezzi di diesel e benzina esposti da distributori a Napoli, 11 marzo 2026 (ANSA/ CIRO FUSCO)
Prezzi di diesel e benzina esposti da distributori a Napoli, 11 marzo 2026 (ANSA/ CIRO FUSCO)
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Mercoledì sera il Consiglio dei ministri ha approvato alcune misure per limitare l’aumento dei prezzi dei carburanti, causato dalla guerra in Medio Oriente iniziata circa tre settimane fa. Meloni ha poi presentato le decisioni in un’intervista al Tg1.

Le misure approvate dal Consiglio dei ministri sono tre e saranno operative da domani, giovedì. Una riduzione per 20 giorni delle accise sui carburanti, cioè le imposte di importo fisso calcolate su ogni litro di carburante venduto; un credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori (cioè un’agevolazione fiscale che permetterà loro di pagarlo di meno); una norma contro la speculazione sui prezzi che prevede «uno speciale regime di controllo».

La riduzione delle accise, che in Italia sono fra le più alte d’Europa, sarà di circa il 20 per cento e varrà circa 25 centesimi al litro. È una misura temporanea, come ha specificato lo stesso governo: durerà fino al 7 aprile e non riguarderà le stazioni di servizio in autostrada. È prevista una riduzione delle accise di 12 centesimi per il GPL.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il 17 Marzo 2026 (ANSA/FILIPPO ATTILI)

Meloni ha poi detto che il governo ha istituito un credito d’imposta sul gasolio per le aziende di autotrasportatori per evitare che i rincari dei carburanti si riflettano sulle merci vendute, per esempio, al supermercato. Significa che per i mesi di marzo, aprile e maggio lo stato rimborserà il 20 per cento delle spese per il gasolio, sotto forma di sconto sulle tasse che le aziende dovranno pagare.

Secondo il Sole 24 Ore la cifra stanziata per il credito d’imposta è di 10 milioni di euro: si tratterebbe quindi di una misura dall’impatto piuttosto ridotto. Il credito d’imposta sarà accessibile anche per le aziende del settore della pesca, quindi per i carburanti delle barche e dei pescherecci (al momento non se ne conosce l’entità, o se il fondo a cui attingeranno sarà lo stesso degli autotrasportatori).

La terza misura riguarda uno speciale controllo da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi, chiamato anche “Mister Prezzi”: dovrà monitorare che i prezzi ai distributori non aumentino in «modo anomalo» rispetto ai prezzi internazionali del petrolio. In casi estremi le aziende che faranno aumenti considerati eccessivi potranno essere segnalate e perseguite.

Il governo sostiene che questa misura dovrebbe limitare quelle che definisce pratiche di “speculazione” e che a suo dire causano gli aumenti di benzina; è un tema molto caro al governo Meloni, che però almeno nei mesi scorsi non ha mai avuto molta sostanza.

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