Almeno 21 persone sono state incriminate negli Emirati Arabi Uniti per aver pubblicato online contenuti legati alla guerra

La facciata di un palazzo danneggiata da un attacco a Dubai, 13 marzo 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)
La facciata di un palazzo danneggiata da un attacco a Dubai, 13 marzo 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)

Almeno 21 persone sono state incriminate negli Emirati Arabi Uniti con l’accusa di aver filmato e pubblicato online contenuti legati agli attacchi iraniani contro il paese. La legge sui crimini informatici degli Emirati infatti proibisce di diffondere materiale che potrebbe compromettere la sicurezza nel paese o creare agitazione. Tra le persone incriminate c’è anche un 60enne britannico che secondo le informazioni raccolte dai media del Regno Unito era a Dubai in vacanza.

I divieti di filmare attacchi o bombardamenti durante le guerre non sono rari, e anche Israele per esempio ha vietato di pubblicare foto e video di attacchi missilistici per motivi di sicurezza. La notizia però sta attirando molte attenzioni perché Dubai ha costruito la propria immagine di città sicura e in cui si vive bene grazie alla presenza di numerosi influencer, perlopiù stranieri, che la promuovono e ne decantano le qualità.

Fin dall’inizio della guerra in Medio Oriente le autorità emiratine si sono affrettate a ridimensionare la portata degli attacchi iraniani, e nonostante i divieti sui social hanno comunque continuato a circolare immagini e video legati alla guerra in corso.

Secondo Detained in Dubai, un’organizzazione che dà assistenza legale a chi si trova negli Emirati Arabi Uniti, molte persone per esempio non sanno che nel paese è un reato anche ricondividere contenuti ritenuti pericolosi che prima erano stati pubblicati dai giornalisti dall’estero.

Le persone coinvolte sono accusate di aver condiviso, diffuso o ripubblicato fake news, dicerie o contenuti di propaganda, che potrebbero appunto ledere la sicurezza pubblica. Reati di questo tipo sono punibili con multe tra i 20mila e i 200mila dirham (tra i 5mila e i 50mila euro circa) e con un massimo di due anni di carcere. I cittadini stranieri, che nel caso di Dubai sono il 90 per cento su 4 milioni di abitanti, rischiano inoltre di essere espulsi.

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