Adesso va di moda andare a ballare di giorno e da sobri

Il “soft clubbing” piace soprattutto ai più giovani, meno interessati a esagerare e a fare le ore piccole

Un "coffee rave" a Berlino (Elisa Schu/Ansa)
Un "coffee rave" a Berlino (Elisa Schu/Ansa)
Caricamento player

Qualche settimana fa sono circolati parecchio sui social dei video che mostravano il cantante Jovanotti ballare dietro una consolle, accompagnato dai dj Marco e Giampaolo Parisi. Era un dj set in pieno giorno alla Fabbrica del Vapore a Milano, che non è un club o una discoteca, ma la cosa insolita era soprattutto un’altra: i partecipanti alla festa non avevano in mano drink e birre, ma cappuccini e cornetti.

L’occasione era l’m2o Morning Club, una festa organizzata dall’omonima radio di musica dance che rientra in una categoria che sta attraversando un momento di popolarità a Milano e in alcune altre grandi città italiane, e specialmente all’estero: il cosiddetto “soft clubbing”, cioè una modalità di andare a ballare meno impegnativa fisicamente, senza consumo di alcool e tantomeno di altre sostanze psicoattive. E non di notte, soprattutto: spesso addirittura di mattina.

Uno stereotipo piuttosto diffuso sulla generazione Z è infatti che chi ne fa parte ami stare a casa a cucinare o fare l’uncinetto, farsi le maschere e in generale dedicarsi ad attività salutiste e morigerate. C’è l’idea che i ventenni di oggi, rispetto a quelli di quindici o trent’anni fa, rimangano relativamente lontani dagli eccessi, non abusino di alcool, non facciano le ore piccole e abbiano complessivamente uno stile di vita piuttosto equilibrato.

Queste considerazioni sui ventenni sono almeno in parte vere, suggeriscono alcune ricerche come una condotta dalla piattaforma di eventi Eventbrite, e soprattutto all’estero gli eventi di “soft clubbing” sono in forte crescita, per quanto ancora marginali. Ma rappresentano un’attrattiva anche per trentenni e quarantenni che si sentono a disagio nei club tradizionali e nelle discoteche, oppure non hanno la possibilità di uscire la notte e fare tardi, e preferiscono quindi eventi diurni in cui divertirsi senza che questo abbia conseguenze fisiche nei giorni successivi.

– Leggi anche: I club di techno di Berlino sono in crisi

Negli Stati Uniti c’è stato un aumento del 478 per cento degli eventi cosiddetti “coffee clubbing”, eventi in cui si va a ballare al mattino senza consumare alcolici e bevendo invece caffè, di solito di qualità pregiate. In Italia tra i primi a organizzare questo tipo di eventi ci sono stati cinque ragazzi che fanno parte del collettivo “Fame Club” che organizza diversi eventi a Milano tra cui dj set diurni.

Ai loro partecipano però soprattutto persone tra i 30 e i 40 anni, i millennial e non la generazione Z che secondo loro ha «esigenze diverse». Molte delle feste che hanno organizzato si sono tenute in posti che tradizionalmente non sono pensati per ballare: una caffetteria, una latteria o un mercato.

Un evento organizzato da Fame Club a Milano (Fame Club)

Ballare di giorno in realtà non è una novità. Le serate di techno che iniziano nel pomeriggio e finiscono a mezzanotte o all’una sono comuni nelle grandi città anche italiane, pensate principalmente per persone sopra ai trent’anni che non vogliono restare sveglie tutta la notte. Di solito però sono feste molto simili a quelle notturne, e in cui molte persone bevono e assumono sostanze più o meno come farebbero in orari più inoltrati. Ci sono poi gli after, feste più piccole organizzate per chi dopo una notte in un club o in discoteca vuole proseguire i bagordi, e in città come Berlino esistono locali, come il famoso Berghain, che rimangono aperti tutto il weekend, giorno e notte, e in cui la gente balla a qualsiasi ora.

Quello che cambia con il soft clubbing è piuttosto lo spirito con cui si va a ballare, senza ambizioni di trasgressione o sregolatezze. La cultura dei club tradizionali si è spesso definita come alternativa al mainstream ed è storicamente caratterizzata da codici culturali specifici e da una forte libertà espressiva. Il soft clubbing, invece, ha molto meno di sovversivo: è una pratica più conciliata con la vita quotidiana e quindi con gli obblighi lavorativi, spesso sponsorizzata da marchi e organizzata in spazi pubblici o commerciali, alla luce del giorno.

In questi eventi la selezione musicale cambia e segue l’andamento della giornata, ma generalmente è a sua volta più soft: meno techno, più house, disco, funk. Peter, il dj di Fame Club, spiega che si parte con sonorità «jazz house e chill durante l’orario della colazione per poi passare a dei ritmi più sostenuti come l’house e la disco house verso l’orario dell’aperitivo». I partecipanti agli eventi però ballano sotto cassa già al momento della colazione, dice.

Oltre a Fame Club ci sono altri collettivi che organizzano eventi simili, come La Festicciola a Roma o il collettivo Nul, che organizza “Rave a colazione” al Club Giovanile Milano nel quartiere Certosa. Alcuni eventi sono stati organizzati anche in mercati coperti, come il mercato di Isola, o vicino allo storico girarrosto Giannasi.

Milano è la città italiana che spesso recepisce più rapidamente nuove tendenze culturali, ma eventi di questo tipo non si tengono soltanto lì. Per esempio il panificio Crivelli di Monza ha recentemente organizzato un dj set mattutino per accompagnare la colazione, e iniziative simili sono state organizzate anche a Torino, Bologna e Genova.

Essendo questi eventi molto addomesticati e “presentabili”, sono spesso sfruttati da brand che vogliono promuoversi. Per esempio, l’m2o Morning Club è sponsorizzato da Alfa Romeo e prevede varie attività collaterali, come la postazione beauty, i “tarocchi musicali” e gli stand per mangiare, che possono essere curate o sostenute da marchi diversi.

Il soft clubbing è anche un modo per molti dj di trovare nuove occasioni di lavoro, e in orari più gestibili rispetto a quelli notturni. Se in passato l’obiettivo principale era avere una o più serate fisse in un club, oggi molti esercizi commerciali organizzano dj set e i luoghi in cui suonare sono aumentati: panetterie, librerie, supermercati o mercati.

Anche il cantante Cosmo, fondatore del collettivo techno Ivreatronic e un attivo divulgatore della cultura del clubbing in Italia, ha intercettato questa tendenza. Presentando le date del suo prossimo tour estivo ha spiegato che sarà un matinée: alcuni concerti inizieranno alle sei del mattino, altri alle otto. Lo stesso Cosmo, nel promuoverli, ha suggerito che siano pensati sia per chi cerca un after dopo una notte a ballare, sia per chi vuole dormire la notte e passare una mattina tranquilla a ballare: «Per una volta non vi facciamo fare tardi (a meno che non arriviate in dritta), ma vi accoglieremo presto e vi accompagneremo verso l’inizio della giornata».

– Leggi anche: Cosa sono davvero i rave