La Cassazione ha annullato gli arresti domiciliari per Filippo Piritore, accusato di depistaggio nelle indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella

Mercoledì la Corte di Cassazione ha annullato la decisione con cui il tribunale del Riesame di Palermo aveva confermato gli arresti domiciliari per Filippo Piritore, ex funzionario di polizia accusato di depistaggio nelle indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella. Le motivazioni della decisione non sono ancora note. Mattarella, presidente della regione Sicilia e fratello dell’attuale presidente della Repubblica, fu ucciso a colpi di pistola il 6 gennaio 1980, mentre era in macchina davanti a casa sua.
La procura di Palermo aveva chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per Piritore a ottobre, e la decisione era poi stata confermata a dicembre dal tribunale del Riesame.
Le accuse nei confronti di Piritore riguardano in un’inchiesta in corso dal 2017, con cui la procura di Palermo punta a dimostrare che allora l’indagine fu «inquinata e compromessa» da persone appartenenti alle istituzioni con l’obiettivo di allontanare gli inquirenti dall’identificazione degli assassini. Secondo la procura, Piritore avrebbe mentito a proposito di una prova che sparì durante le indagini: un guanto di pelle che fu ritrovato nella macchina usata dagli assassini nell’attacco a Mattarella, una delle poche prove a disposizione e per questo ritenuta centrale.
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