Cuba ritirerà i propri medici dalla Guyana ponendo fine a un accordo di cooperazione sanitaria in vigore da quasi 50 anni

Cuba ritirerà i propri medici dalla Guyana, piccolo stato nel nord dell’America meridionale, ponendo fine a un accordo di cooperazione sanitaria che era rimasto in vigore per quasi cinquant’anni. La sanità cubana è generalmente di alto livello, con personale molto preparato, e da decenni l’isola invia migliaia di medici nei paesi stranieri. Il ritiro dalla Guyana ha a che fare con decisioni locali ma si lega anche alle pressioni crescenti degli Stati Uniti sui paesi che ricevono medici da Cuba (inclusa l’Italia) affinché interrompano i loro accordi.
La decisione in questo caso è arrivata dopo che la Guyana aveva scelto di assumere direttamente medici, infermieri e tecnici cubani e di non inviare più la maggior parte dei pagamenti al governo dell’isola, rendendo dunque non più necessario l’accordo di cooperazione, come dichiarato dal ministro della Salute della Guyana Frank Anthony. I medici cubani che si trovano attualmente in Guyana sono circa 200. Secondo Anthony, diversi professionisti della salute cubani che si trovavano nel suo paese grazie all’accordo hanno deciso di restare e ora lavorano direttamente per il sistema pubblico della Guyana.
A inizio febbraio il Guatemala aveva annunciato che nel 2026 avrebbe smesso di impiegare i medici cubani che da anni lavorano nel paese e decisioni simili, negli ultimi giorni, sono state prese anche dalla Giamaica e dall’Honduras. Anche altri paesi dell’area, tra cui le Bahamas, Antigua, Dominica e Santa Lucia, hanno dichiarato di essere interessati a modificare il modo in cui pagano i medici cubani.
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