Il ministero della Giustizia manderà gli ispettori al tribunale per i minorenni dell’Aquila, per il caso della “famiglia nel bosco”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante una conferenza stampa, a gennaio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante una conferenza stampa, a gennaio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Il ministero della Giustizia ha avviato le pratiche per inviare ispettori presso il tribunale per i minorenni dell’Aquila, per indagare sul modo in cui si sta occupando del caso della famiglia che viveva nella campagna di Palmoli, in provincia di Chieti, in Abruzzo (divenuto noto come il caso della “famiglia nel bosco”). Lo ha fatto sapere il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo che domenica sera l’aveva anticipato in una trasmissione televisiva la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La decisione del ministero è stata presa dopo che venerdì il tribunale aveva deciso l’allontanamento della madre dai suoi tre bambini, che da novembre vivevano in una casa famiglia a Vasto, sempre in provincia di Chieti.

Fin dall’inizio il caso è stato molto discusso dalla politica, e soprattutto dalla destra, che che si è schierata in difesa dei genitori e dell’unità della famiglia. Venerdì Meloni ha pubblicato un lungo post sui suoi canali ufficiali per criticare l’ultima ordinanza del tribunale e, come ha fatto con altri casi di cronaca, cogliere l’occasione per attaccare i magistrati in vista del referendum sulla riforma della magistratura del 22 e del 23 marzo: «I figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti», ha scritto. Lunedì il ministro Nordio, che per l’appunto era a un evento di campagna elettorale per il referendum, ha detto che già negli scorsi mesi era stato disposto un accertamento preliminare nei confronti del tribunale che sta gestendo il caso.

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