C’è un accordo tra Live Nation e Stati Uniti per tentare di risolvere la grossa causa contro il suo monopolio nella musica dal vivo

L'insegna della sede di Live Nation a Beverly Hills, California, fotografata nel maggio 2024 (EPA/ALLISON DINNER via ANSA)
L'insegna della sede di Live Nation a Beverly Hills, California, fotografata nel maggio 2024 (EPA/ALLISON DINNER via ANSA)

Live Nation e il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti hanno firmato un accordo extragiudiziale per risolvere la grossa causa in cui la famosa multinazionale dell’intrattenimento dal vivo era stata accusata di aver violato le regole della concorrenza e di aver provocato un aumento generalizzato dei prezzi dei biglietti dei concerti. L’accordo è stato confermato ai media statunitensi da persone al corrente delle trattative, ma i suoi dettagli non sono ancora stati confermati né dal dipartimento né dalla multinazionale. In ogni caso dovrà essere approvato da un giudice.

Live Nation Entertainment nacque nel 2010 con la fusione tra Live Nation e Ticketmaster. Da allora il governo degli Stati Uniti ha imposto una serie di condizioni pensate per scongiurare il rischio di un suo monopolio nell’industria musicale, condizioni che secondo l’amministrazione di Joe Biden, che presentò la causa nel 2024, non venivano più rispettate.

Stando a quanto scrive Politico, che ne ha dato notizia per primo, in base all’accordo Live Nation dovrebbe pagare circa 200 milioni di dollari in danni ai 40 stati americani che le avevano fatto causa assieme al dipartimento. L’azienda inoltre si sarebbe impegnata a fare cambiamenti strutturali per gestire in maniera più trasparente la vendita dei biglietti, la promozione degli artisti e l’organizzazione nei posti in cui si esibiscono. Secondo il Wall Street Journal il nuovo accordo eviterebbe inoltre che il colosso si debba dividere in due, come avevano inizialmente chiesto il dipartimento di Giustizia e gli stati coinvolti nella causa. Ticketmaster tuttavia dovrà permettere ad altre società di vendita di biglietti di metterli a disposizione attraverso le proprie piattaforme.

Al tempo stesso, sempre secondo Politico, Live Nation dovrebbe infine cedere alcuni dei palazzetti e anfiteatri che controlla, che secondo il dipartimento di Giustizia sono il 78 per cento di quelli più grandi negli Stati Uniti. Stando a quanto emerso da un’udienza lunedì mattina, comunque, Live Nation sta ancora negoziando con alcuni procuratori generali: alcuni stati, come quello di New York, hanno già detto che andranno avanti con la causa.

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