Jimmy Lai, noto attivista pro-democrazia a Hong Kong, non farà ricorso contro la sua condanna per cospirazione e sedizione

Jimmy Lai, uno dei più importanti attivisti per la democrazia a Hong Kong, non presenterà ricorso contro la condanna a vent’anni di carcere ricevuta due settimane fa per sedizione e cospirazione, secondo la severa legge sulla sicurezza nazionale voluta dalla Cina. Il processo era stato molto seguito anche all’estero, perché rappresenta in modo evidente l’erosione delle libertà civili di Hong Kong e dell’autonomia del suo sistema giudiziario dalla Cina. La rinuncia ai ricorsi è stata annunciata da uno dei suoi legali, che non ha fornito una motivazione per la sua decisione. È probabile che una volta che la sentenza diverrà definitiva la vicenda di Lai dipenderà almeno in parte dalla diplomazia internazionale.
Lai ha 78 anni ed è il fondatore del tabloid Apple Daily, che prima di essere chiuso dalle autorità cinesi nel 2021 era il giornale più letto di Hong Kong. Lai si trova in carcere dal 2020, e nel 2022 era stato condannato in un altro processo in cui era imputato per truffa, un’accusa considerata pretestuosa dai suoi sostenitori. Una settimana fa quella condanna era stata annullata nel processo d’appello, in una delle poche vittorie legali per l’imprenditore.
Visto che Lai è in carcere dal 2020, dalla pena assegnata due settimane fa erano già stati tolti due anni, ma salvo sconti per buona condotta dovrà comunque restare in carcere fino a oltre 90 anni. I suoi figli comunque hanno detto che in più di cinque anni di isolamento le sue condizioni di salute si sono molto aggravate, e che rischia di morire in prigione.


