La Cassazione ha assolto il colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino dalle accuse per i depistaggi nel caso Cucchi

Lorenzo Sabatino nel 2019 (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)
Lorenzo Sabatino nel 2019 (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

Mercoledì la Corte di Cassazione ha assolto il colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino nell’ambito del processo sui depistaggi avvenuti dopo la morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano morto nel 2009 pochi giorni dopo essere stato arrestato per spaccio di droga. La Cassazione ha stabilito che «il fatto non costituisce reato», citando «la contraddittorietà e illogicità della sentenza» del processo d’appello con cui, a giugno, era stata confermata la condanna a un anno e tre mesi di carcere nei confronti di Sabatino.

Sono stati invece respinti i ricorsi che erano stati presentati da altri due carabinieri, Luca De Cianni e Francesco Di Sano. I colleghi Alessandro Casarsa, Francesco Cavallo e Luciano Soligo, ai quali in appello era stata riconosciuta la sopraggiunta prescrizione, avevano a loro volta impugnato la sentenza per ottenere un’assoluzione nel merito, ma la Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi.

Sabatino, De Cianni, Di Sano, Casarsa, Cavallo e Soligo erano imputati assieme ad altri due carabinieri, Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata. In primo grado erano stati condannati tutti e otto, a pene diverse, per accuse che includevano l’aver dichiarato il falso, l’omessa denuncia, la calunnia e il favoreggiamento (qui si può leggere la sentenza).

Nella sentenza di secondo grado erano invece state confermate le condanne nei confronti di Sabatino e De Cianni (due anni e mezzo di carcere), mentre quella di Di Sano era stata ridotta a dieci mesi (in primo grado era stato condannato a un anno e tre mesi di carcere). Erano stati invece assolti Labriola, all’epoca comandante della stazione di Tor Sapienza, e Testarmata, comandante della IV sezione del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Roma: in primo grado erano stati condannati entrambi a un anno e nove mesi.