Un tribunale giapponese ha confermato l’ordine di scioglimento della Chiesa dell’Unificazione

Mercoledì un tribunale d’appello giapponese ha confermato l’ordine di scioglimento per la Chiesa dell’Unificazione, un’influente organizzazione religiosa accusata di manipolare i propri fedeli, anche per ottenere da loro ingenti donazioni. La Chiesa era piuttosto diffusa in Giappone e aveva anche molti contatti con la politica del paese, ma l’attenzione pubblica si era concentrata sulle sue pratiche problematiche nel 2022, quando un uomo che la accusava di aver impoverito la propria famiglia aveva assassinato l’ex primo ministro Shinzo Abe, che sosteneva l’organizzazione. Un primo ordine di scioglimento era stato emesso da un tribunale giapponese nel 2025, dopo che il governo nazionale aveva presentato una richiesta di scioglimento nel 2023.
La Chiesa può fare ancora ricorso alla Corte Suprema giapponese, ma l’ordine del tribunale d’appello ha effetto immediato: di conseguenza la Chiesa ha perso lo status di organizzazione religiosa e i vantaggi fiscali che ne derivano, ed è obbligata a vendere i suoi beni, per quanto possa continuare a operare. Il tribunale ha motivato la sua decisione dicendo di non poter ignorare i gravi danni che l’organizzazione ha causato a varie persone e la possibilità che altre vengano danneggiate.
La Chiesa dell’Unificazione fu fondata dal reverendo coreano Sun Myung Moon nel 1954 e in Italia è nota soprattutto per alcuni eventi molto scenografici, come i “matrimoni di massa”. In Giappone è considerata da molti una specie di setta. La sua teologia è un misto di riferimenti biblici e richiami ad altre dottrine come il confucianesimo e il ceondoismo, una religione coreana nata nel Diciannovesimo secolo. Sostiene valori conservatori e ha stretto rapporti con politici di destra negli Stati Uniti e in Giappone, fra cui vari membri del Partito Liberaldemocratico, che governa il paese quasi ininterrottamente dalla fine della Seconda guerra mondiale.
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