Il presidente del Forum di Davos, Børge Brende, ha detto che si dimetterà: anche lui è coinvolto nei cosiddetti “Epstein files”

Børge Brende tiene un discorso durante il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, 20 gennaio 2026 (Harun Ozalp/Anadolu via Getty Images)
Børge Brende tiene un discorso durante il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, 20 gennaio 2026 (Harun Ozalp/Anadolu via Getty Images)

Børge Brende, presidente e amministratore delegato del World Economic Forum (WEF), che ogni anno organizza il famoso incontro su liberi scambi e commerci a Davos, in Svizzera, ha detto che si dimetterà. Nel comunicato in cui lo ha annunciato non ha citato esplicitamente i suoi legami con Jeffrey Epstein, il ricco finanziere statunitense condannato per sfruttamento sessuale, morto suicida in carcere nel 2019 e al centro di un enorme scandalo che ha coinvolto tra gli altri l’ex principe Andrea del Regno Unito: le indagini del dipartimento di Giustizia statunitense sui cosiddetti nuovi “Epstein files” però hanno evidenziato che Brende partecipò a tre cene d’affari con Epstein, e che era rimasto in contatto con lui anche dopo la sua condanna del 2008.

Brende ha 60 anni, è norvegese ed era diventato presidente del WEF nel 2017. In passato aveva sostenuto di aver incontrato Epstein per la prima volta nel 2018 e di non essere al corrente delle attività criminali in cui era coinvolto. In un altro comunicato, due membri dell’organizzazione hanno detto che un’indagine interna su Brende non aveva evidenziato altri elementi a suo carico; hanno aggiunto che, fino a che non verrà individuato un sostituto, il presidente ad interim del WEF sarà lo svizzero Alois Zwinggi, già direttore operativo.

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