A Parma è stato arrestato un uomo per l’uccisione di tre suore italiane in Burundi nel 2014

Una foto delle tre suore esposta durante una commemorazione, l'8 settembre del 2014 a Parma
Una foto delle tre suore uccise, esposta durante una commemorazione, l'8 settembre del 2014 a Parma (ANSA/SANDRO CAPATTI)

I carabinieri di Parma hanno arrestato Guillaume Harushimana, un uomo 50enne originario del Burundi, accusato di essere coinvolto nell’uccisione di tre suore italiane a Bujumbura, in Burundi, nel settembre del 2014. È il risultato di un’indagine riaperta nel 2024, che ha raccolto nuove testimonianze, dopo che le prime due erano state archiviate per insufficienza di prove negli anni precedenti. Nel frattempo, Harushimana si era trasferito in Italia.

Le tre suore – Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian – appartenevano alla congregazione missionaria delle Saveriane, che ha sede a Parma. Raschietti e Pulici furono uccise brutalmente nel pomeriggio del 7 settembre del 2014; Boggian in serata, al suo rientro, e il suo corpo fu decapitato.

La procura di Parma ritiene che le suore siano state uccise su ordine della polizia segreta del Burundi, ai tempi guidata dal generale Adolphe Nshimirimana, come ritorsione perché la struttura religiosa in cui lavoravano si era rifiutata di curare alcuni miliziani feriti. Harushimana è considerato dalla procura uno stretto collaboratore del generale e uno degli organizzatori dell’omicidio e della sua pianificazione, ma non l’esecutore: avrebbe invece accompagnato gli esecutori all’interno del centro dove abitavano le suore, aiutandoli a nascondersi e poi ad allontanarsi con divise della polizia.