In Sri Lanka è stato arrestato l’ex capo dell’intelligence, accusato di aver favorito gli attacchi terroristici della Pasqua del 2019

Alcuni agenti di polizia a Colombo, Sri Lanka, 28 aprile 2019 (AP Photo/Eranga Jayawardena)
Alcuni agenti di polizia a Colombo, Sri Lanka, 28 aprile 2019 (AP Photo/Eranga Jayawardena)

La polizia dello Sri Lanka ha arrestato e interrogato l’ex capo dell’intelligence Suresh Sallay, accusato di aver favorito gli attacchi terroristici del giorno di Pasqua del 2019, in cui furono uccise 279 persone. Sallay è un ex generale e ora è in pensione: la polizia ritiene che abbia aiutato il gruppo islamista radicale responsabile dell’attacco e che sia ancora oggi in contatto con alcune delle persone coinvolte. Per la legge srilankese la polizia può tenere in custodia Sallay fino a tre giorni, dopo i quali lo deve rilasciare a meno che un giudice non disponga un mandato che conferma l’arresto.

La domenica di Pasqua del 2019 ci furono vari attacchi suicidi, che coinvolsero tre chiese, quattro alberghi di lusso e un complesso residenziale in varie località dello Sri Lanka. Gli attacchi furono compiuti dal National Thowheeth Jama’ath, un’organizzazione terroristica islamista locale, ed ebbero grosse conseguenze economiche perché colpirono anche il settore del turismo, uno dei più importanti per l’economia del paese.

Nel 2023 un’inchiesta della televisione britannica Channel 4, che intervistò alcune persone coinvolte, disse che Sallay aveva partecipato agli attacchi per influenzare il risultato delle elezioni presidenziali del 2019 affinché venisse eletto Gotabaya Rajapaksa, che basava la sua politica sul nazionalismo e sulla sicurezza. Rajapaksa si candidò due giorni dopo gli attacchi, vinse le elezioni a novembre e nominò a capo dell’intelligence srilankese proprio Sallay, che fino a quel momento lavorava in un dipartimento dell’intelligence che si occupava di monitorare l’attività dei gruppi islamisti. Il governo in passato ammise che il National Thowheeth Jama’ath era stato favorito e supportato economicamente da alcuni membri dell’esercito.