In Austria un alpinista è stato condannato per aver causato la morte della compagna abbandonandola durante una scalata

La punta del Grossglockner (Andreas Stroh/ZUMA Press Wire/ANSA)
La punta del Grossglockner (Andreas Stroh/ZUMA Press Wire/ANSA)

In Austria è stato giudicato colpevole di omicidio colposo l’alpinista che stava scalando insieme alla compagna il Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria, per la morte di lei, avvenuta proprio durante la scalata, il 19 gennaio del 2025. I due, alpinisti non professionisti, stavano scalando il Grossglockner di notte, con una temperatura di -8 °C. Lei, esausta durante la salita, non riusciva più a muoversi: il compagno l’aveva lasciata nel punto in cui si era fermata, allontanandosi a suo dire per cercare soccorsi, e lei era morta assiderata poco dopo.

Il tribunale ha condannato l’alpinista – di cui sono stati comunicati solo il nome e l’iniziale del cognome, Thomas P. – a cinque mesi di reclusione con sospensione della pena e a una multa da 9.600 euro. Secondo il giudice – che a sua volta è un alpinista con molta esperienza che collabora con squadre di soccorso alpino – Thomas P. avrebbe agito con grave negligenza nei confronti della compagna, che era molto meno esperta di lui, e sarebbe dovuto tornare indietro con lei prima di arrivare al punto in cui non riusciva più a muoversi, riconoscendo per tempo i segnali del suo sfinimento.

Durante il processo è stata ascoltata anche una ex compagna di Thomas P., che ha raccontato di aver vissuto un episodio molto simile a quello della donna che poi è morta: l’ex compagna ha raccontato di una scalata sempre sul Grossglockner, nel 2023, in cui lui l’avrebbe lasciata da sola quando non riusciva più a procedere perché sfinita e con le vertigini.

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