Trump dice che deciderà se attaccare o meno l’Iran «nei prossimi dieci giorni»
Ma è una scadenza che non significa molto, visti i precedenti

Giovedì il presidente statunitense Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti decideranno se attaccare o meno l’Iran «nei prossimi dieci giorni». Da mesi Trump minaccia un intervento contro il regime iraniano, sia in sostegno delle grandi proteste avvenute a gennaio, sia per mettere fine al programma nucleare iraniano. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno ammassato forze militari ingenti attorno all’Iran. Nel frattempo però hanno anche iniziato a negoziare, per risolvere la situazione con un accordo.
Trump ha detto che gli Stati Uniti potrebbero «dover fare un passo avanti», intendendo con questo che potrebbero attaccare l’Iran. Lo ha detto, però, in modo abbastanza vago, aggiungendo che «forse faremo [Stati Uniti e Iran] un accordo».
Il periodo di dieci giorni non va inteso in senso letterale, anzi: Trump ricorre spesso a formule di questo tipo, dando scadenze di dieci giorni o due settimane, quando vuole prendere tempo e rimandare un problema. Era successo anche nel giugno dello scorso anno, quando aveva detto che avrebbe deciso se attaccare l’Iran nel giro di due settimane, e poi aveva attaccato due giorni dopo. In quel caso gli Stati Uniti avevano bombardato tra le altre cose tre siti del programma nucleare iraniano. Dopo l’attacco Trump aveva sostenuto che il programma fosse stato «annientato», anche se diversi giornali avevano fin da subito messo in dubbio che fosse così.
Secondo diverse fonti del governo in realtà gli Stati Uniti potrebbero essere pronti ad attaccare già questo fine settimana. Trump ne ha parlato a Washington durante un discorso tenuto subito dopo la prima riunione del Consiglio di pace, un organismo internazionale creato dal governo degli Stati Uniti e che lui presiede, che dovrebbe controllare il rispetto del suo piano per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Ha fatto diverse minacce all’Iran, sostenendo che gli convenga raggiungere un accordo, per evitare di essere attaccato.
Gli Stati Uniti chiedono che l’Iran smantelli il proprio programma nucleare ed elimini le proprie scorte di uranio arricchito. Chiedono anche che riduca la quantità e la gittata dei missili balistici che possiede, e che smetta di sostenere diverse milizie nella regione (in particolare Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano e gli Houthi in Yemen). I negoziati finora non hanno portato a grandi risultati.
Durante il discorso al termine della riunione del Consiglio di pace, Trump ha anche fatto qualche annuncio, senza dare molti dettagli, sulla ricostruzione nella Striscia di Gaza. Ha detto che gli Stati Uniti stanzieranno 10 miliardi di dollari per la ricostruzione, e che diversi paesi sono disposti a inviare militari e forze di polizia per partecipare alla Forza di stabilizzazione internazionale, cioè il contingente che dovrebbe garantire la sicurezza a Gaza e il rispetto del coprifuoco. Secondo Trump i paesi disposti a partecipare finora sarebbero Indonesia, Marocco, Albania, Kosovo, Kazakistan, Egitto e Giordania.


