Mattarella ha detto come la pensa sulla campagna per il referendum

Non gli sono piaciuti gli ultimi scomposti attacchi del governo al CSM, e ha invitato tutte le istituzioni a rispettarsi a vicenda

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiede l'Assemblea plenaria del CSM a Roma, il 18 febbraio 2026 (ufficio stampa della presidenza della Repubblica via ANSA/Francesco Ammendola)
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiede l'Assemblea plenaria del CSM a Roma, il 18 febbraio 2026 (ufficio stampa della presidenza della Repubblica via ANSA/Francesco Ammendola)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto durante il plenum, cioè la riunione plenaria del Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei magistrati di cui lui è presidente, e ha detto di aver sentito la necessità di «ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione». Il riferimento è al governo: Mattarella aveva ascoltato con sorpresa e con preoccupazione alcune recenti dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva rivolto critiche pesantissime allo stesso CSM, descrivendolo come un organismo «para-mafioso».

È a queste parole che Mattarella ha alluso nel suo discorso, quando ha detto che il CSM dovrebbe rimanere una sede istituzionale estranea a «controversie di natura politica».

Ma il richiamo di Mattarella è stato più generale, ed era rivolto un po’ a tutti i protagonisti della campagna per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia che si terrà il 22 e il 23 marzo, tra circa un mese: l’invito è di evitare che il confronto diventi ancora più animato e inneschi in modo improprio conflitti tra le istituzioni. Mattarella ha detto che il CSM non è esente da critiche, come non lo sono anche altre istituzioni della Repubblica che appartengono al potere legislativo, esecutivo o giudiziario. Poi ha concluso il suo discorso esortando le istituzioni a un «rispetto vicendevole» in qualsiasi momento e circostanza.

È una dichiarazione notevole soprattutto perché il presidente della Repubblica, avendo un ruolo quasi sempre sopra le parti, tende a intervenire raramente nei dibattiti politici. Anche la presenza di Mattarella alla riunione plenaria, cioè a un incontro destinato a lavori ordinari del CSM, è stata inconsueta: di solito i lavori ordinari vengono coordinati dal vicepresidente. Lo ha ricordato lo stesso Mattarella durante il suo discorso, dicendo che non gli era mai successo di partecipare in 11 anni, cioè la durata dei suoi due mandati finora.

Una delle polemiche più gravi degli scorsi giorni tra il governo e la magistratura era stata innescata da alcune dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, sostenitore del “No”.

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Gratteri aveva detto che avrebbero votato a favore della riforma «gli indagati, gli imputati, e la massoneria deviata»: e la frase era stata criticata in modo molto aspro da esponenti della maggioranza e dai sostenitori della riforma. In un’intervista successiva, Nordio aveva ribaltato il discorso di Gratteri: oltre a criticare il CSM aveva parlato di un «mercato delle vacche» e un «verminaio correntizio», riferendosi all’attuale metodo di elezione dei magistrati all’interno del CSM. Il paragone di Nordio tra il CSM e il funzionamento della criminalità organizzata aveva suscitato le critiche e lo sdegno delle opposizioni e dell’ANM, il sindacato dei magistrati.