I medici sono in disaccordo sul caso del bambino a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato

Quelli di Napoli che avevano fatto il primo intervento sostengono che si possa rioperare, gli esperti del Bambino Gesù di Roma sono contrari

Un medico dentro l'ospedale Monaldi di Napoli, nel 2015 (ANSA/CESARE ABBATE)
Un medico dentro l'ospedale Monaldi di Napoli, nel 2015 (ANSA/CESARE ABBATE)
Caricamento player

L’avvocato della famiglia del bambino che ha subìto il trapianto di cuore sbagliato a Napoli ha fatto sapere che l’ospedale Bambino Gesù di Roma, il centro italiano di eccellenza per la pediatria, ha risposto alla richiesta di consulto sulla possibilità di fare una nuova operazione: secondo i medici di Roma il bambino non può ricevere un nuovo trapianto.

L’ospedale Monaldi di Napoli, dove il bambino era stato operato lo scorso 23 dicembre e dov’è ora ricoverato in condizioni molto gravi, sostiene invece il contrario e continua a tenere il bambino in lista d’attesa per ricevere un nuovo cuore. Il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva fatto sapere venerdì che il bambino è primo della lista per il suo gruppo sanguigno. Francesco Petruzzi, l’avvocato della famiglia, ha detto che a sostenere la possibilità di rioperarlo è soprattutto il medico che aveva fatto il primo trapianto, e che ora è tra le sei persone indagate per tutta la serie di errori che hanno compromesso la riuscita dell’intervento.

Secondo le informazioni raccolte finora, che dovranno poi essere confermate dalle indagini, l’equipe medica del Monaldi non avrebbe seguito i rigidi protocolli previsti per i trapianti d’organi, che sono sicuri e permettono di effettuare ogni anno oltre 4mila interventi.

Ci sarebbero stati errori sia nella fase di trasporto del cuore – durante la quale sarebbe stato messo in un contenitore con ghiaccio secco al posto del ghiaccio normale, cosa che avrebbe danneggiato l’organo – sia al momento dell’operazione, quando i medici avrebbero deciso di trapiantare comunque il cuore danneggiato. Dopo l’operazione non hanno comunicato niente di tutto questo alla famiglia del bambino, che l’ha scoperto solo di recente dai giornali. Il bambino è ora ricoverato in terapia intensiva e collegato a una macchina chiamata ECMO, che sostituisce il cuore grazie alla circolazione extracorporea del sangue. Le sue condizioni però sono molto precarie.

Nel frattempo il ministero della Salute ha disposto l’invio degli ispettori ministeriali presso gli ospedali San Maurizio di Bolzano, dov’era avvenuto l’espianto del cuore dal donatore, e Monaldi di Napoli. In quest’ultimo saranno mandati anche ispettori della regione.

– Leggi anche: Come funzionano i trapianti in Italia