Maria Rosaria Boccia sarà processata per stalking, lesioni e interferenze illecite ai danni dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano

Maria Rosaria Boccia arriva al tribunale di Roma, 9 febbraio 2026 (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)
Maria Rosaria Boccia arriva al tribunale di Roma, 9 febbraio 2026 (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei al centro di uno scandalo che aveva portato alle dimissioni del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (con cui aveva avuto una relazione), è stata rinviata a giudizio con le accuse di stalking, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni di Sangiuliano. Il processo comincerà il prossimo 6 ottobre, scrive l’Ansa. Nel processo si sono costituiti parti civili Sangiuliano, sua moglie e l’ex capo di gabinetto del ministero della Cultura, Francesco Gilioli.

Il caso intorno a Boccia e Sangiuliano era nato nell’estate del 2024, quando Boccia aveva cominciato a sostenere di essere stata nominata consulente per gli eventi del ministero della Cultura e che la nomina fosse stata ritirata senza un valido motivo. Sangiuliano aveva invece negato di averla nominata, e per dimostrare di avere ragione Boccia aveva iniziato a pubblicare documenti e informazioni del ministero della Cultura da cui sembrava effettivamente che avesse avuto perlomeno una certa frequentazione con persone e luoghi del ministero. Per via delle polemiche seguite a questo caso, a settembre dello stesso anno Sangiuliano si era dimesso da ministro.

L’accusa di stalking nei confronti di Boccia riguarda le presunte pressioni fatte su Sangiuliano per ottenere la nomina a consulente del ministero; quella di lesioni riguarda una ferita alla testa riportata da Sangiuliano; quella di interferenze illecite nella vita privata riguarda la registrazione di una telefonata tra Sangiuliano e la moglie, di cui Boccia aveva diffuso il contenuto.